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Covid-19: dove trovare i dati subito!

di Gaetano Salina e Francesco Sylos Labini

L’andamento della mortalità legato Covid-19 in Italia rappresenta una delle informazioni fondamentali per monitorare l’andamento temporale dell’epidemia: altre serie temporali come il numero di positivi o il numero di ospedalizzati possono essere affette da errori sistematici che ne rendono poco significativo l’uso.  Tuttavia, anche per il numero dei decessi uno dei punti dibattuti riguarda il fatto che non vengono fatti i tamponi a tutte le persone decedute cosa che potrebbe portare a sottostimare anche di un fattore 2/4 o anche più, il numero reale di decessi dovuti all’epidemia. In uno dei comuni più colpiti dall’epidemia, Nembro in provincia di Bergamo, è stata fatta una semplice analisi: tra gennaio e marzo 2020 ci sono stati 158 decessi, mentre  la media storica nello stesso periodo temporale è di circa 35. Ci sono stati cioè 123 decessi più della media: di questi solo 31 sono ufficialmente attribuiti al Covid-19, all’esito dello specifico tampone. Questo implica che i restanti 92 decessi non sono classificati come dovuti al Covid-19: il numero di decessi anomali rispetto alla media che Nembro ha registrato nel periodo di tempo preso in considerazione è pari a 4 volte quelli ufficialmente attribuiti al Covid-19.  Tuttavia, se si analizza l’andamento dei decessi in funzione del tempo si nota che la distribuzione temporale di questi 92 segue perfettamente l’evoluzione dei decessi Covid-19.   Continue reading Covid-19: dove trovare i dati subito!

Il coronavirus e le previsioni scientifiche ad uso sociale

Si racconta che un Faraone d’Egitto per ringraziare un suo ospite del dono del gioco degli scacchi, gli chiese cosa volesse in cambio. L’interpellato rispose che voleva solo del riso: un chicco sulla prima casella della scacchiera, due chicchi sulla seconda, quattro sulla terza e così continuando fino alla sessantaquattresima casella. La somma del grano richiesto è però più di diciotto miliardi di miliardi di chicchi, un numero astronomico. La crescita esponenziale esemplificata da questa storia è poco intuitiva ma capita spesso intorno a noi: ad esempio, gli eventi meteorologici catastrofici hanno origine da una crescita esponenziale di piccole perturbazioni.

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Lode allo Spallanzani, ma i ricercatori italiani che vita fanno?

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Intervista a Francesco Sylos Labini di Marco Veruggio

Dopo la notizia che un team di ricercatrici dell’Istituto Spallanzani ha isolato il coronavirus tutti a sperticarsi in lodi alla ricerca italiana e ai centri di eccellenza della sanità pubblica. Ieri le maggiori testate si inchinavano a Francesca Colavita, la ricercatrice precaria che guadagna 1.500 euro al mese, e alle altre artefici dell’impresa. Il Corriere della Sera dedicava persino una scheda con tanto di fotografia a ciascuna. Ma l’impressione è che si tratti del classico quarto d’ora di gloria, un po’ anche per mettersi a posto con la coscienza, per ripiombare immediatamente nel tran tran dei tagli alla ricerca e degli editoriali del Corriere in cui Giavazzi e Alesina ci spiegano che le università pesano troppo sulla fiscalità generale, indicando la Bocconi come modello virtuoso. Per uscire dalla logica della pacca sulla spalla abbiamo chiesto a Francesco Sylos Labini, astrofisico, saggista e fondatore del sito Roars, dedicato alla politica dell’università e della ricerca, di spiegarci in che situazione versano i ricercatori italiani prima che il sipario dell’attenzione mediatica si richiuda sui loro destini incerti. Continue reading Lode allo Spallanzani, ma i ricercatori italiani che vita fanno?

Sul ruolo della materia oscura nella fisica contemporanea

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Alla fine del Settecento l’astronomo britannico William Herschel scoprì casualmente quello che si sarebbe rivelato essere il pianeta Urano. Osservando il suo moto di rivoluzione intorno al Sole si notarono delle anomalie rispetto alle previsioni della legge di gravitazione di Newton. Queste anomalie all’epoca rappresentavano un problema scientifico di primo piano, poiché nell’Ottocento l’astronomia era una scienza modello, che si proponeva di misurare con grande accuratezza le posizioni dei corpi celesti e di interpretare le osservazioni attraverso la teoria di Newton della forza di gravità.  Queste misure, come i relativi calcoli teorici, erano al tempo più precise e accurate di quelle di ogni altra disciplina scientifica.  Per interpretare le anomalie nella traiettoria di Urano, piuttosto che mettere in discussione la correttezza della legge di gravitazione di Newton, si ipotizzò che esse fossero dovute agli effetti gravitazionali di un ottavo pianeta che ancora non era stato osservato. Con questa ipotesi fu introdotta, per la prima volta, la «materia oscura» in astronomia ipotizzata per spiegare alcune differenze tra osservazioni e teoria attraverso i suoi effetti gravitazionali sulla posizione di un pianeta già osservato.

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Dynamics in the Galactic disk explaining radial and vertical velocities

Context: In our Paper I, by using statistical deconvolution methods, extended kinematics maps of Gaia-DR2 data have been produced in a range of heliocentric distances that are a factor of two to three larger than those analyzed previously by the Gaia Collaboration with the same data. It added the range of Galactocentric distances between 13 kpc and 20 kpc to the previous maps.
Aims: Here, we investigate the dynamical effects produced by different mechanisms that can explain the radial and vertical components of these extended kinematic maps, including a decomposition of bending and breathing of the vertical components. This paper as a whole tries to be a compendium of different dynamical mechanisms whose predictions can be compared to the kinematic maps.
Methods: Using analytical methods or simulations, we are able to predict the main dynamical factors and compare them to the predictions of the extended kinematic maps of Gaia-DR2.
Results: The gravitational influence of Galactic components that are different from the disk, such as the long bar or bulge, the spiral arms, or a tidal interaction with Sagittarius dwarf galaxy, may explain some features of the velocity maps, especially in the inner parts of the disk. However, they are not sufficient in explaining the most conspicuous gradients in the outer disk. Vertical motions might be dominated by external perturbations or mergers, although a minor component may be due to a warp whose amplitude evolves with time. Here, we show with two different methods, which analyze the dispersion of velocities, that the mass distribution of the disk is flared. Despite these partial explanations, the main observed features can only be explained in terms of out-of-equilibrium models, which are either due to external perturbers or to the fact that the disk has not had time to reach equilibrium since its formation.

Comments: 15 pages, 14 figures, accepted to be published in A&A
Subjects: Astrophysics of Galaxies (astro-ph.GA)
Cite as: arXiv:2001.05455 [astro-ph.GA]
(or arXiv:2001.05455v1 [astro-ph.GA] for this version)

Commento sulle dimissioni del Ministro Fioramonti

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Le dimissioni di Fioramonti sono incentrate sull’entità del finanziamento: ma il nesso tra istruzione e sviluppo economico dovrebbe essere la questione cruciale, il rospo, da mettere al centro dell’agenda politica, che separa due visioni economiche e sociali completamente diverse e che invece continua ad essere assente.

Segue su Roars

Intervista su Radio Popolare (minuto 18:40)