La scuola, l’università e la ricerca pubblica sono pilastri fondamentali della vitalità economica, civile e culturale di un Paese. Eppure, anni di disinvestimenti e riforme sbagliate — dai tagli ai finanziamenti fino ai sistemi di valutazione e selezione — hanno indebolito questo settore, generando un “mancato guadagno” che peserà sul futuro.
L’istruzione è stata piegata alla logica del mercato, proprio mentre il sistema economico italiano ha perso capacità di innovazione. Ne deriva un paradosso: l’Italia ha il minor numero di laureati d’Europa, mentre i giovani qualificati emigrano. Al tempo stesso, la formazione non è più vista come crescita civile e culturale, ma come strumento di selezione: da un lato produce tecnici funzionali al mercato, dall’altro legittima le disuguaglianze sociali come frutto di un presunto merito.
L’università si è così ridotta a macchina certificatrice, più attenta a distribuire credenziali che a formare cittadini consapevoli. Questo svuota il suo ruolo educativo e rafforza le disuguaglianze, minando la funzione di mobilità sociale e aggravando la crisi politica e culturale che accompagna quella economica.
Per analizzare e capire meglio tali dinamiche la Scuola di cittadinanza del Fatto Quotidiano propone questo corso, con la responsabilità scientifica del Professor Francesco Sylos Labini, rivolto a cittadini e cittadine interessati a comprendere come mai la scuola, l’università è la ricerca sono state svuotate del loro fondamentale ruolo educativo e formativo.
Le lezioni si svolgeranno dal 14 maggio al 12 giugno 2026, di giovedì e venerdì, dalle ore 18.00 alle 20.00.
Saranno tutte in modalità webinar e on demand.
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