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La ricerca brilla

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Al termine della Settimana della Scienza il mondo accademico si prepara alla notte europea dei ricercatori. Un’occasione per divulgare il sapere scientifico e avvicinare l’opinione pubblica. Parla Francesco Sylos Labini, astrofisico

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Intervento a Radio Popolare su governo e ricerca scientifica

alle 20 con su governo e ricerca scientifica: “hanno trattato l’università come un inutile fastidio”. racconta la ricerca su e spazio.

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Intervista su La Repubblica

Diapositiva1“In questi anni – spiega Francesco Sylos Labini, ricercatore del Cnr-Isc – la missione Gaia, un satellite dell’Agenzia spaziale europea progettato per indagare origine, evoluzione e struttura della Via Lattea, sta compiendo misurazioni astrometriche di altissima precisione, determinando la posizione di oltre un miliardo di stelle sulle quali è stato appena pubblicato il data release 2, il più grande e accurato censimento di informazioni quali posizioni, velocità e altre proprietà stellari. In particolare, è ora possibile esplorare lo spazio delle fasi (posizioni e velocità) di oltre sei milioni di stelle nel disco della Via Lattea. Le mappe delle velocità stellari pubblicate da Gaia coprono una distanza fino a 12 kilopaserc (kpc), unità di misura impiegata in astronomia per indicare la distanza fra oggetti celesti. Noi siamo stati in grado di estenderle fino a 20 kpc, tre volte in più rispetto alle mappe ufficiali, utilizzando una ricostruzione statistica della distanza”. – I ricercatori hanno quindi misurato deviazioni significative dalla circolarità nelle orbite medie delle stelle del disco della Via Lattea, insieme a un gradiente di velocità radiale di circa 40 km/s e di un gradiente di velocità verticale di 20 km/s.

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Eccellenze di ieri e di domani

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“Nella foga di voler premiare quello che oggi sembra eccellenza, si sopprimono ricerche che potrebbero diventare la vera eccellenza di domani o dopodomani,” spiega a Millennium Francesco Sylos Labini, astrofisico del Centro Fermi di Roma. “La valutazione nazionale è una sorta di tecnologia di Stato,” aggiunge. “Si fa credere che la distribuzione dell’investimento pubblico in ricerca sia una questione tecnica, cioè oggettiva, e non una scelta politica, quale è.” Le ricadute tecnologiche sono un effetto collaterale della ricerca pubblica, specie teorica. “Per questo, nel medio e lungo periodo, è anche il principale motore della crescita economica di un paese industrializzato”.