Category Archives: Editorials

Nobel In Physics: A Prize For Outstanding Discoveries Or A Socio-political Recognition?

By Francesco Sylos Labini and Martín López Corredoira .

This year the committee of the Nobel Prize in Physics has gifted the humanity with a poetic touch: “for contributions to our understanding of the evolution of the universe and Earth’s place in the cosmos”. The Nobel Prize in Physics 2019 was awarded for one half to

James Peebles “for theoretical discoveries in physical cosmology” and for the other half to Michel Mayor and Didier Queloz “for the discovery of an exoplanet orbiting a solar-type star”. We might discuss how much outstanding is the latter contribution to Physics, but at least we precisely know which discovery is awarded. On the other hand, we cannot say the same about the particular discovery of cosmology awarded and it does not seem to fulfill Alfred Nobel’s will, which was to endow “prizes to those who, during the preceding year, have conferred the greatest benefit to humankind”.

Continue here

 

La ricerca non può essere controllata dalla politica

Schermata 2019-05-29 alle 07.08.49

….Questa deriva nei rapporti tra politica e accademia ha avuto un’accelerazione con la riforma Gelmini e non riguarda solo il Cnr ma tutta la “testa” della ricerca e dell’università. Per esempio, l’agenzia nazionale di valutazione, che sovraintende le carriere dei docenti e la distribuzione dei fondi delle università, ha un consiglio direttivo di completa nomina politica che a sua volta decide non solo gli indirizzi della valutazione ma nomina anche tutta la struttura preposta a perseguire tali obiettivi. In questo modo la rappresentanza dei docenti è stata azzerata a favore di un’élite di nominati che risponde solo alla politica. Si è così formata un’oligarchia, questa sì autoreferenziale e piena di conflitti d’interesse, che ha ingabbiato la ricerca e l’università togliendole non solo risorse ma, cosa ben più grave, limitandone la libertà di ricerca. L’indipendenza della cultura e della scienza che dovrebbe essere garantita dall’articolo 33 della Costituzione, viene nei fatti progressivamente negata aumentando il controllo politico e riducendo le risorse finanziarie…..

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/05/29/la-ricerca-non-puo-essere-controllata-dalla-politica/5216588/

Cultura 2030: le desertificazioni in atto nel 2018

terreno-secco-arido-suolo-terra-cambiamenti-climatici-by-sunny-forest-fotolia-750x500Si è svolto il 9 e 10 ottobre nell’aula dei Gruppi Parlamentari il convegno “Cultura 2030, Come evolverà la cultura nel prossimo futuro” in cui figuravo tra i relatori. Lo scopo è stato di discutere i risultati di una ricerca iniziata nel maggio 2017 per contribuire all’impostazione di una strategia di intervento politico in materia di lavoro. Al convegno hanno partecipato gli esperti che hanno contribuito alla realizzazione dell’indagine, coordinati dal Prof. Domenica de Masi, ed anche organizzatori culturali, imprenditori, sindacalisti e giornalisti. Questo il mio intervento, in fondo le slides.

La politica culturale serve a formare cittadini sovrani, non sudditi e clienti passivi, serve per cercare di creare le condizioni perché le arti e le scienze si possano sviluppare liberamente così da contribuire alla crescita intellettuale del paese. In questo senso non c’è una separazione netta tra cultura umanistica e scientifica, o meglio il compito accennato prima accomuna le “due culture” e in questo senso le unifica. Come diceva Norberto Bobbio, «il primo compito degli intellettuali dovrebbe essere quello di impedire che il monopolio della forza diventi anche il monopolio della verità», fornendo appunto gli strumenti culturali e intellettuali per interpretare quello che accade nella realtà che ci circonda, e prevedere in anticipo i disastri futuri è uno degli aspetti di questo lavoro. Invece di immaginare come sarà la cultura nel 2030, cercherò di focalizzare l’attenzione sulle tendenze che mi sembra di vedere oggi, o meglio negli ultimi dieci anni, e che dunque permetteranno di identificare i pericoli che corrono oggi la cultura e la ricerca.

Prosegue qui

Ricerca scientifica, specializzarsi o diversificare: quali politiche per l’Italia

I dati dicono che le nazioni leader di maggior successo tecnologico non si specializzano in solo specifici domini scientifici quanto piuttosto diversificano il più possibile il loro sistema di ricerca. Questo dovrebbe spingere l’Italia a un cambio di rotta, rispetto alle attuali politiche di accentramento.agdig.png

Continue reading Ricerca scientifica, specializzarsi o diversificare: quali politiche per l’Italia

Meno tasse (universitarie) per tutti

TagCloudProgramma

. …Abbassare le tasse universitarie, le terze più alte d’Europa, nel paese con il minor numero di laureati per fascia età è dunque urgente; eliminarle per i redditi bassi è anche una misura giusta e di equità sociale; eliminarle per i redditi alti, ad aliquote fiscali invariate, è invece una misura che deve essere calibrata in maniera tale da non rivelarsi regressiva. Inoltre, per azzerare le tasse servono circa due miliardi, una cifra dello stesso ordine di quella necessaria per rimettere in carreggiata il sistema universitario dopo i tagli degli anni passati: basti pensare al problema dei precari, del reclutamento, del finanziamento della ricerca di base, delle borse di studio, ecc. Una forte riduzione delle tasse con un aumento della progressività è dunque possibile e auspicabile da subito ma la misura va formulata tenendo conto del quadro generale….

(Articolo completo su ROARS)