Category Archives: Editorials

Idee per l’Italia

Il Fatto economico di questa settimana è dedicato a proporre idee di governo per l’Italia, idee che siano estranee alla marmellata neoliberale che ha guidato il Paese al declino pressoché  ininterrottamente dagli anni 90 a oggi: uscire dalla pandemia per ritrovarsi nel mondo di prima aggiungerebbe il danno alla beffa. In queste pagine non troverete idee rivoluzionarie, se non nella misura in cui lo sono diventati il buon senso, la solidarietà, il bene comune: dall’energia al lavoro, dal fisco al ruolo dello Stato nell’industria e nella ricerca fino alla grande questione delle regole macroeconomiche europee si tratta di proposte realizzabili, appena se ne abbia la forza e la volontà  politica. Contributi: energia (Giuliano Garavini), lavoro (Guendalina Anzolin), disuguaglianze (Tommaso Faccio), ricerca (Francesco Sylos Labini), politica industriale (Simone Gasperin), autostrade (Giorgio Ragazzi) e una intervista di Alessandro Bonetti sui conti pubblici ad Antonella Stirati.

Letture consigliate per costruire un’alternativa politica, economica e sociale.

I Padroni dei dati con la scusa della privacy

Recentemente il senatore Mario Monti ha affermato che è necessario trovare delle modalità meno democratiche nella “somministrazione” dell’informazione: questo poiché in una situazione “di guerra” si devono accettare delle “limitazioni alle libertà” adottando anche una politica della comunicazione opportuna. In pratica, secondo il senatore, è necessario un “dosaggio” dall’alto della informazione da parte del Governo “ispirato e istruito” dalle autorità sanitarie. Sia pure in modo piuttosto maldestro il senatore Monti ha sollevato un problema chiave nella gestione dell’epidemia, quello legato all’informazione e dunque ai dati scientifici che ne descrivono lo sviluppo.

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Da Enrico Fermi a Giorgio Parisi

Un lungo percorso nello sviluppo della fisica lega i due scienziati romani insigniti con il premio Nobel per la fisica: Enrico Fermi nel 1938 e Giorgio Parisi nel 2021. Entrambi hanno avuto l’opportunità di sviluppare le loro eccezionali doti sull’onda di due diversi periodi rivoluzionari per la fisica. Enrico Fermi nacque nel 1901, quattro anni prima di uno dei cambiamenti epocali della fisica classica: quello apportato dalla teoria della Relatività Ristretta sviluppata da Einstein. Questa teoria, contrariamente a quello che il senso comune ci porta a pensare, assume che la velocità della luce sia la stessa quando è misurata da osservatori in moto rettilineo uniforme rispetto alle stelle fisse. Questo fatto, misurato poi con enorme precisione, implica che le velocità non si sommino in maniera classica e soprattutto che il tempo scorra in maniera differente per due osservatori in moto relativo l’uno rispetto all’altro. Tra le molte conseguenze vi è l’affascinante intuizione per cui massa m e l’energia E sono due aspetti della stessa entità, così che sia possibile convertire l’una nell’altra e viceversa: la famosa relazione E=mc² è diventata la formula più famosa della fisica.

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Fisica ed economia: da Newton ai sistemi complessi

Un mio commento sul rapporto tra fisica ed econmomia pubblicato su Kritica Economica

Fisica ed economia si sono spesso intersecate e continuano a farlo anche oggi: prima di arrivare ai contributi del presente è utile capire quello che è avvenuto circa un secolo fa. L’impianto del modello teorico del cosiddetto “equilibrio economico generale” si basa sul lavoro di un ingegnere, Léon Walras, e di un fisico, Louis Jean Baptist Bachelier, i quali, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, hanno costruito l’impianto concettuale dell’economia neoclassica moderna. Entrambi sono stati influenzati dalle grandi idee scientifiche del loro tempo.

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Il mercato rende liberi

Recensione del libro «Il mercato rende liberi, ed altre bugie del neoliberismo», di Mauro Gallegati per Luiss University Press

L’economia è una disciplina bellissima all’incrocio tra storia e matematica, tra diritto e fisica, tra sociologia, politica e intelligenza artificiale che dovrebbe aspirare  a migliorare le condizioni dell’uomo, magari di tutti gli uomini, coniugando sviluppo economico e crescita civile. E’ un campo del sapere immensamente ricco di possibilità, crocevia di diverse discipline, e lo è diventato ancora di più nell’era dei big data in cui è possibile analizzare enormi quantità di dati e capire andamenti e comportamenti dal micro (consumatori, aziende) al macro (stati) e per capire le connessioni tra questi sistemi. Eppure, nella stragrande maggioranza dei casi quando si legge un intervento nel dibattito pubblico di un economista accademico, invece di trovare ricchezza e profondità di analisi da differenti prospettive,  si leggono banalità accompagnate dalle solite insulse proposte reazionarie, retrive e spesso anche oscene.

Questo paradosso è spiegato tra le righe del bel libro di Mauro Gallegati. L’economia che si studia nei libri di testo oggi, con sparute e meritevoli eccezioni, è una pseudo-scienza con pseudo-articoli, pseudo-riviste scientifiche e pseudo-accademici che si rifanno ad una dottrina in cui si spiega in maniera banale e unidimensionale qualsiasi fenomeno interpretandolo alla luce del dogma “il mercato ha sempre ragione”.

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I ragazzi di via Panisperna ritrovano casa al Museo

Chiunque abbia studiato fisica in Italia si considera un nipotino di Enrico Fermi e del gruppo dei “ragazzi di Via Panisperna ” che si è formato intorno a lui negli Anni 30 e che ha dato contributi fondamentali alla fisica del XX secolo, i quali hanno condotto, pochi anni più tardi, alla costruzione del primo reattore a energia nucleare controllata e poi alla bomba atomica. Il loro percorso è stato straordinario nella storia della fisica non solo per i fondamentali contributi scientifici, ma perché la loro eredità ha dato origine alla scuola di fisica italiana del dopoguerra…..