Category Archives: Editorials

I ragazzi di via Panisperna ritrovano casa al Museo

Chiunque abbia studiato fisica in Italia si considera un nipotino di Enrico Fermi e del gruppo dei “ragazzi di Via Panisperna ” che si è formato intorno a lui negli Anni 30 e che ha dato contributi fondamentali alla fisica del XX secolo, i quali hanno condotto, pochi anni più tardi, alla costruzione del primo reattore a energia nucleare controllata e poi alla bomba atomica. Il loro percorso è stato straordinario nella storia della fisica non solo per i fondamentali contributi scientifici, ma perché la loro eredità ha dato origine alla scuola di fisica italiana del dopoguerra…..


I cent’anni di Paolo Sylos Labini

Oggi, 30 ottobre 2020, cade il centesimo anniversario della nascita di mio padre Paolo Sylos Labini (PSL). Come Associazione Paolo Sylos Labini abbiamo pensato di pubblicare un po’ di materiale per dare visibilità all’evento e per questo abbiamo chiesto ad alcuni economisti e amici di PSL, che abbiamo ritenuto essere a lui affini, di contribuire a questa iniziativa indicandoci un articolo/brano di PSL o su PSL particolarmente significativo, da far uscire sulla pagina web dell’Associazione eventualmente corredato da un breve cappello introduttivo che ne motivi la scelta.

PSL ha avuto una vita lunga ed intensa, nell’ambito scientifico, pubblico, politico e familiare (unico cruccio dello scrivente è che non ha conosciuto le nipotine) ed il bel libro intervista di Roberto Petrini “Un paese a civiltà limitata”  ne ripercorre i passaggi chiave, e qui di seguito ne riporto qualche brano insieme con qualche foto che ho trovato negli album di famiglia curati da mia madre Marinella.

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Il CREF sul Sole 24 ore: obiettivi scientifici e complessità in economia

Sul Sole 24 Ore del 6 settermbre 2020 sono apparsi due articoli a firma di Luciano Pietronero e Francesco Sylos Labini. Nel primo si illustrano gli obiettivi scientifici del CREF e si accenna ai vari progetti del nuovo Piano Triennale che si possono  trovare per esteso a questo link . Nel secondo si spiegano i metodi usati nel progetto “Complessità in economia e nelle scienze sociali” che sono ora usati dalla Banca Mondiale come strumento di politica economica

 

La pandemia come il terremoto non si prevede, ma si monitora

La ricerca scientifica è stata a lungo trascurata in termini di finanziamento, attenzione politica, importanza pubblica e culturale. La pandemia ha cambiato questa situazione: il valore della ricerca è stato riconosciuto, i finanziamenti sono stati annunciati e i ricercatori sono alla ribalta. Tuttavia, questa nuova situazione non è priva di pericoli. A volte gli scienziati intervistati in qualche talk show si allontanano dalla loro area di competenza, come quando i virologi parlano di epidemiologia, i biologi di politica sanitaria e così via. Per questo, gli scienziati hanno spesso diversi punti di vista su argomenti che sono lontani dal proprio dominio professionale: questo non è sorprendente, ma può confondere l’opinione pubblica che considera gli scienziati come i detentori della verità ultima. Come è possibile che ci siano molte verità “ultime” a volte opposte? Continue reading La pandemia come il terremoto non si prevede, ma si monitora

Italy wakes up to science

italy_map-738x443Pandemic should prompt discussion of what research can and can’t do, says Francesco Sylos Labini

Research has long been overlooked in Italy­­—financially, politically and culturally. But the Covid-19 pandemic has changed all that. The value of research is now being recognised, with funding announced and researchers experiencing a new prominence. This new relationship between science, politics and the media is not without its dangers, though.

The media is unaccustomed to explaining and scrutinising the technicalities of epidemiology and public health. In interviews, researchers are sometimes tempted to stray beyond their area of expertise, and politicians can be tempted to shift the blame for policy missteps onto scientific advice and the researchers who provide it. Throw differing scientific viewpoints into the mix, and it is not surprising the public may sometimes be confused—especially if scientists are portrayed as, or expected to be, the arbiters of ultimate truth.

The pandemic has highlighted the need for Italy to take a nationwide crash course in epistemology. In particular, scientists—and the media and policymakers—need to be clear about what science can and can’t do. This is particularly the case when scientific predictions are informing policy decisions.

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Scienza e politica: dati, crisi e previsioni

La crisi pandemica del Covid-19 ha imposto all’ordine del giorno un dibattito sul rapporto tra scienza e politica. Si chiedono in molti  che cosa abbiano fatto mai gli «esperti» per prevedere e evitare questa crisi: sembra che i virologi, gli epidemiologi, i biologi (la competenza specifica viene spesso e volentieri confusa) si siano fatti trovare completamente impreparati da questa crisi, un po’ come gli economisti con la crisi del 2008 o i geologi con i vari terremoti che sono recentemente avvenuti. L’opinione pubblica, guidata da media confusionari quando non semplicemente non all’altezza, assiste sempre più  confusa a questa incapacità della scienza di fornire risposte precise e affidabili; i riflettori che si sono accesi sulla ricerca stanno mettendo luce su una situazione che sembra vieppù imbarazzante. Continue reading Scienza e politica: dati, crisi e previsioni

I dati sui morti ci sono. È ora di metterli a disposizione di tutti

I dati sulla diffusione dell’epidemia mostrano una frenata nella sua diffusione che però continua a persistere più a lungo di quanto sperato. Per programmare una “fase 2” è dunque di cruciale importanza capire i motivi di questo rallentamento. Ci sono vari fattori che vanno considerati. L’andamento che osserviamo su scala nazionale è dovuto alla somma degli andamenti di diverse Regioni e anzi di diversi gruppi di Comuni in ogni Regione. L’epidemia si è sviluppata in ognuno in tempi diversi. Dunque, il dato nazionale è una somma incoerente di andamenti eterogenei e già questo rende difficile una previsione anche su scala regionale. Inoltre, la rete su cui l’epidemia si sviluppa è complessa: pochi siti (persone o luoghi) sono molto connessi e tanti siti sono poco connessi. Queste reti sono inclini alla diffusione e alla persistenza delle infezioni qualunque sia il tasso di diffusione. In questa situazione avere dei dati affidabili che mostrano come l’epidemia si sviluppa è la chiave per poter predisporre le misure adeguate al suo contenimento e programmare un eventuale rilassamento delle misure fin qui adottate a tappeto sul territorio nazionale. I dati al momento sono un punto dolente e non danno una rappresentazione adeguatamente precisa della situazione da poter suggerire misure ad hoc per i diversi territori. Eppure, dei dati migliori sono sicuramente disponibili ma al momento non sono pubblici.

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