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Scienza e politica: dati, crisi e previsioni

La crisi pandemica del Covid-19 ha imposto all’ordine del giorno un dibattito sul rapporto tra scienza e politica. Si chiedono in molti  che cosa abbiano fatto mai gli «esperti» per prevedere e evitare questa crisi: sembra che i virologi, gli epidemiologi, i biologi (la competenza specifica viene spesso e volentieri confusa) si siano fatti trovare completamente impreparati da questa crisi, un po’ come gli economisti con la crisi del 2008 o i geologi con i vari terremoti che sono recentemente avvenuti. L’opinione pubblica, guidata da media confusionari quando non semplicemente non all’altezza, assiste sempre più  confusa a questa incapacità della scienza di fornire risposte precise e affidabili; i riflettori che si sono accesi sulla ricerca stanno mettendo luce su una situazione che sembra vieppù imbarazzante. Continue reading Scienza e politica: dati, crisi e previsioni

Roars supera i 24 milioni di contatti

Il sito Roars è stato fondato da un gruppo di docenti e ricercatori, tra cui lo scrivente, nel settembre del 2011 ed ha iniziato a funzionare propriamente nel gennaio del 2012. Oggi, 9 anni e mezzo dalla sua fondazione ha superato 24 milioni visite, 50 mila commenti, con circa 4000 articoli scritti da 400 autori, la maggior parte docenti universitari e ricercatori italiani ed anche stranieri, ma anche insegnanti di scuola media superiore e persone che a vario titolo sono intervente nel dibattito pubblico sull’università e la ricerca. E’ il blog più seguito su queste tematiche e da poco si occupa anche di scuola.

 

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I dati sui morti ci sono. È ora di metterli a disposizione di tutti

I dati sulla diffusione dell’epidemia mostrano una frenata nella sua diffusione che però continua a persistere più a lungo di quanto sperato. Per programmare una “fase 2” è dunque di cruciale importanza capire i motivi di questo rallentamento. Ci sono vari fattori che vanno considerati. L’andamento che osserviamo su scala nazionale è dovuto alla somma degli andamenti di diverse Regioni e anzi di diversi gruppi di Comuni in ogni Regione. L’epidemia si è sviluppata in ognuno in tempi diversi. Dunque, il dato nazionale è una somma incoerente di andamenti eterogenei e già questo rende difficile una previsione anche su scala regionale. Inoltre, la rete su cui l’epidemia si sviluppa è complessa: pochi siti (persone o luoghi) sono molto connessi e tanti siti sono poco connessi. Queste reti sono inclini alla diffusione e alla persistenza delle infezioni qualunque sia il tasso di diffusione. In questa situazione avere dei dati affidabili che mostrano come l’epidemia si sviluppa è la chiave per poter predisporre le misure adeguate al suo contenimento e programmare un eventuale rilassamento delle misure fin qui adottate a tappeto sul territorio nazionale. I dati al momento sono un punto dolente e non danno una rappresentazione adeguatamente precisa della situazione da poter suggerire misure ad hoc per i diversi territori. Eppure, dei dati migliori sono sicuramente disponibili ma al momento non sono pubblici.

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Covid-19: dove trovare i dati subito!

di Gaetano Salina e Francesco Sylos Labini

 

L’andamento della mortalità legato Covid-19 in Italia rappresenta una delle informazioni fondamentali per monitorare l’andamento temporale dell’epidemia: altre serie temporali come il numero di positivi o il numero di ospedalizzati possono essere affette da errori sistematici che ne rendono poco significativo l’uso.  Tuttavia, anche per il numero dei decessi uno dei punti dibattuti riguarda il fatto che non vengono fatti i tamponi a tutte le persone decedute cosa che potrebbe portare a sottostimare anche di un fattore 2/4 o anche più, il numero reale di decessi dovuti all’epidemia. In uno dei comuni più colpiti dall’epidemia, Nembro in provincia di Bergamo, è stata fatta una semplice analisi: tra gennaio e marzo 2020 ci sono stati 158 decessi, mentre  la media storica nello stesso periodo temporale è di circa 35. Ci sono stati cioè 123 decessi più della media: di questi solo 31 sono ufficialmente attribuiti al Covid-19, all’esito dello specifico tampone. Questo implica che i restanti 92 decessi non sono classificati come dovuti al Covid-19: il numero di decessi anomali rispetto alla media che Nembro ha registrato nel periodo di tempo preso in considerazione è pari a 4 volte quelli ufficialmente attribuiti al Covid-19.  Tuttavia, se si analizza l’andamento dei decessi in funzione del tempo si nota che la distribuzione temporale di questi 92 segue perfettamente l’evoluzione dei decessi Covid-19.   Continue reading Covid-19: dove trovare i dati subito!

Il coronavirus e le previsioni scientifiche ad uso sociale

Si racconta che un Faraone d’Egitto per ringraziare un suo ospite del dono del gioco degli scacchi, gli chiese cosa volesse in cambio. L’interpellato rispose che voleva solo del riso: un chicco sulla prima casella della scacchiera, due chicchi sulla seconda, quattro sulla terza e così continuando fino alla sessantaquattresima casella. La somma del grano richiesto è però più di diciotto miliardi di miliardi di chicchi, un numero astronomico. La crescita esponenziale esemplificata da questa storia è poco intuitiva ma capita spesso intorno a noi: ad esempio, gli eventi meteorologici catastrofici hanno origine da una crescita esponenziale di piccole perturbazioni.

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Lode allo Spallanzani, ma i ricercatori italiani che vita fanno?

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Intervista a Francesco Sylos Labini di Marco Veruggio

Dopo la notizia che un team di ricercatrici dell’Istituto Spallanzani ha isolato il coronavirus tutti a sperticarsi in lodi alla ricerca italiana e ai centri di eccellenza della sanità pubblica. Ieri le maggiori testate si inchinavano a Francesca Colavita, la ricercatrice precaria che guadagna 1.500 euro al mese, e alle altre artefici dell’impresa. Il Corriere della Sera dedicava persino una scheda con tanto di fotografia a ciascuna. Ma l’impressione è che si tratti del classico quarto d’ora di gloria, un po’ anche per mettersi a posto con la coscienza, per ripiombare immediatamente nel tran tran dei tagli alla ricerca e degli editoriali del Corriere in cui Giavazzi e Alesina ci spiegano che le università pesano troppo sulla fiscalità generale, indicando la Bocconi come modello virtuoso. Per uscire dalla logica della pacca sulla spalla abbiamo chiesto a Francesco Sylos Labini, astrofisico, saggista e fondatore del sito Roars, dedicato alla politica dell’università e della ricerca, di spiegarci in che situazione versano i ricercatori italiani prima che il sipario dell’attenzione mediatica si richiuda sui loro destini incerti. Continue reading Lode allo Spallanzani, ma i ricercatori italiani che vita fanno?

Sul ruolo della materia oscura nella fisica contemporanea

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Alla fine del Settecento l’astronomo britannico William Herschel scoprì casualmente quello che si sarebbe rivelato essere il pianeta Urano. Osservando il suo moto di rivoluzione intorno al Sole si notarono delle anomalie rispetto alle previsioni della legge di gravitazione di Newton. Queste anomalie all’epoca rappresentavano un problema scientifico di primo piano, poiché nell’Ottocento l’astronomia era una scienza modello, che si proponeva di misurare con grande accuratezza le posizioni dei corpi celesti e di interpretare le osservazioni attraverso la teoria di Newton della forza di gravità.  Queste misure, come i relativi calcoli teorici, erano al tempo più precise e accurate di quelle di ogni altra disciplina scientifica.  Per interpretare le anomalie nella traiettoria di Urano, piuttosto che mettere in discussione la correttezza della legge di gravitazione di Newton, si ipotizzò che esse fossero dovute agli effetti gravitazionali di un ottavo pianeta che ancora non era stato osservato. Con questa ipotesi fu introdotta, per la prima volta, la «materia oscura» in astronomia ipotizzata per spiegare alcune differenze tra osservazioni e teoria attraverso i suoi effetti gravitazionali sulla posizione di un pianeta già osservato.

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