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Nobel In Physics: A Prize For Outstanding Discoveries Or A Socio-political Recognition?

By Francesco Sylos Labini and Martín López Corredoira .

This year the committee of the Nobel Prize in Physics has gifted the humanity with a poetic touch: “for contributions to our understanding of the evolution of the universe and Earth’s place in the cosmos”. The Nobel Prize in Physics 2019 was awarded for one half to

James Peebles “for theoretical discoveries in physical cosmology” and for the other half to Michel Mayor and Didier Queloz “for the discovery of an exoplanet orbiting a solar-type star”. We might discuss how much outstanding is the latter contribution to Physics, but at least we precisely know which discovery is awarded. On the other hand, we cannot say the same about the particular discovery of cosmology awarded and it does not seem to fulfill Alfred Nobel’s will, which was to endow “prizes to those who, during the preceding year, have conferred the greatest benefit to humankind”.

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Caso Bucci-Madia-Sylos Labini: il GIP archivia

imagesCome ricorderanno i nostri lettori più attenti qualche tempo fa ho scritto un paio di articoli (e una lettera aperta) per chiarire il fatto che mio padre, Paolo Sylos Labini, non ha plagiato alcunché: sembrerà strano a chi non ha seguito la vicenda, ma nell’accademia italiana dei nostri tempi succede anche questo. In seguito al primo dei due articoli (la versione pubblicata su Il Fatto Quotidiano, quella più estesa e pubblicata su Roars è visibile a questo link) sono stato querelato per diffamazione (insieme al direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio). Poiché penso che la vicenda non riguardi solo lo scrivente, ma sia di interesse pubblico, ne ripercorro brevemente i punti salienti e spiego i termini dell’ “aspra diatriba legale”. Continue reading Caso Bucci-Madia-Sylos Labini: il GIP archivia

La ricerca non può essere controllata dalla politica

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….Questa deriva nei rapporti tra politica e accademia ha avuto un’accelerazione con la riforma Gelmini e non riguarda solo il Cnr ma tutta la “testa” della ricerca e dell’università. Per esempio, l’agenzia nazionale di valutazione, che sovraintende le carriere dei docenti e la distribuzione dei fondi delle università, ha un consiglio direttivo di completa nomina politica che a sua volta decide non solo gli indirizzi della valutazione ma nomina anche tutta la struttura preposta a perseguire tali obiettivi. In questo modo la rappresentanza dei docenti è stata azzerata a favore di un’élite di nominati che risponde solo alla politica. Si è così formata un’oligarchia, questa sì autoreferenziale e piena di conflitti d’interesse, che ha ingabbiato la ricerca e l’università togliendole non solo risorse ma, cosa ben più grave, limitandone la libertà di ricerca. L’indipendenza della cultura e della scienza che dovrebbe essere garantita dall’articolo 33 della Costituzione, viene nei fatti progressivamente negata aumentando il controllo politico e riducendo le risorse finanziarie…..

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/05/29/la-ricerca-non-puo-essere-controllata-dalla-politica/5216588/