All posts by fsyloslab

About fsyloslab

https://francescosyloslabini.info/

Intervista su La Repubblica

Diapositiva1“In questi anni – spiega Francesco Sylos Labini, ricercatore del Cnr-Isc – la missione Gaia, un satellite dell’Agenzia spaziale europea progettato per indagare origine, evoluzione e struttura della Via Lattea, sta compiendo misurazioni astrometriche di altissima precisione, determinando la posizione di oltre un miliardo di stelle sulle quali è stato appena pubblicato il data release 2, il più grande e accurato censimento di informazioni quali posizioni, velocità e altre proprietà stellari. In particolare, è ora possibile esplorare lo spazio delle fasi (posizioni e velocità) di oltre sei milioni di stelle nel disco della Via Lattea. Le mappe delle velocità stellari pubblicate da Gaia coprono una distanza fino a 12 kilopaserc (kpc), unità di misura impiegata in astronomia per indicare la distanza fra oggetti celesti. Noi siamo stati in grado di estenderle fino a 20 kpc, tre volte in più rispetto alle mappe ufficiali, utilizzando una ricostruzione statistica della distanza”. – I ricercatori hanno quindi misurato deviazioni significative dalla circolarità nelle orbite medie delle stelle del disco della Via Lattea, insieme a un gradiente di velocità radiale di circa 40 km/s e di un gradiente di velocità verticale di 20 km/s.

Continua sul sito de La Repubblica

Advertisements

CNR COMUNICATO STAMPA 96/2018: La Via Lattea non è in equilibrio

gaiaLe stelle della nostra galassia dovrebbero girare intorno al nucleo con un moto di rotazione in equilibrio dinamico. Un team internazionale, cui partecipano ricercatori del Cnr-Isc, analizzando i dati del satellite Gaia, ha ottenuto le più estese mappe di velocità delle stelle della nostra galassia, che mettono in discussione l’ipotesi che le stelle ruotino con soli moti circolari. Sono stati, infatti, rivelati moti radiali e verticali e differenze nella velocità di rotazione in diverse zone stellari. Lo studio, pubblicato su Astronomy and Astrophysics, induce a rivedere anche le stime sulla materia oscura

Continue reading CNR COMUNICATO STAMPA 96/2018: La Via Lattea non è in equilibrio

Gaia-DR2 extended kinematical maps. Part I: Method and application

Fig8a
CONTEXT. The Gaia Collaboration has used Gaia-DR2 sources with six-dimensional (6D) phase space information to derive kinematical maps within 5 kpc of the Sun, which is a reachable range for stars with relative error in distance lower than 20%.
AIMS. Here we aim to extend the range of distances by a factor of two to three, thus adding the range of Galactocentric distances between 13 kpc and 20 kpc to the previous maps, with their corresponding error and root mean square values.
METHODS. We make use of the whole sample of stars of Gaia-DR2 including radial velocity measurements, which consists in more than seven million sources, and we apply a statistical deconvolution of the parallax errors based on the Lucy’s inversion method of the Fredholm integral equations of the first kind, without assuming any prior.
RESULTS. The new extended maps provide lots of new and corroborated information about the disk kinematics: significant departures of circularity in the mean orbits with radial Galactocentric velocities between -20 and +20 km/s and vertical velocities between -10 and +10 km/s; variations of the azimuthal velocity with position; asymmetries between the northern and the southern Galactic hemispheres, especially towards the anticenter that includes a larger azimuthal velocity in the south; and others.
CONCLUSIONS. These extended kinematical maps can be used to investigate the different dynamical models of our Galaxy, and we will present our own analyses in the forthcoming second part of this paper. At present, it is evident that the Milky Way is far from a simple stationary configuration in rotational equilibrium, but is characterized by streaming motions in all velocity components with conspicuous velocity gradients.
Comments: 19 pages, 16 figures, accepted to be published in Astronomy and Astrophysics in the press; data of Figs. 8-12 and 16 publicly available
Subjects: Astrophysics of Galaxies (astro-ph.GA)
Cite as: arXiv:1810.13436 [astro-ph.GA]
(or arXiv:1810.13436v1 [astro-ph.GA] for this version)

 

Cultura 2030: le desertificazioni in atto nel 2018

terreno-secco-arido-suolo-terra-cambiamenti-climatici-by-sunny-forest-fotolia-750x500Si è svolto il 9 e 10 ottobre nell’aula dei Gruppi Parlamentari il convegno “Cultura 2030, Come evolverà la cultura nel prossimo futuro” in cui figuravo tra i relatori. Lo scopo è stato di discutere i risultati di una ricerca iniziata nel maggio 2017 per contribuire all’impostazione di una strategia di intervento politico in materia di lavoro. Al convegno hanno partecipato gli esperti che hanno contribuito alla realizzazione dell’indagine, coordinati dal Prof. Domenica de Masi, ed anche organizzatori culturali, imprenditori, sindacalisti e giornalisti. Questo il mio intervento, in fondo le slides.

La politica culturale serve a formare cittadini sovrani, non sudditi e clienti passivi, serve per cercare di creare le condizioni perché le arti e le scienze si possano sviluppare liberamente così da contribuire alla crescita intellettuale del paese. In questo senso non c’è una separazione netta tra cultura umanistica e scientifica, o meglio il compito accennato prima accomuna le “due culture” e in questo senso le unifica. Come diceva Norberto Bobbio, «il primo compito degli intellettuali dovrebbe essere quello di impedire che il monopolio della forza diventi anche il monopolio della verità», fornendo appunto gli strumenti culturali e intellettuali per interpretare quello che accade nella realtà che ci circonda, e prevedere in anticipo i disastri futuri è uno degli aspetti di questo lavoro. Invece di immaginare come sarà la cultura nel 2030, cercherò di focalizzare l’attenzione sulle tendenze che mi sembra di vedere oggi, o meglio negli ultimi dieci anni, e che dunque permetteranno di identificare i pericoli che corrono oggi la cultura e la ricerca.

Prosegue qui

Fractal universe and cosmic acceleration in a Lemaître-Tolman-Bondi scenario

muz
Abstract: In this paper we attempt to answer to the question: can cosmic acceleration of the Universe have a fractal solution? We give an exact solution of a Lemaitre-Tolman-Bondi (LTB) Universe based on the assumption that such a smooth metric is able to describe, on average, a fractal distribution of matter. While the LTB model has a center, we speculate that, when the fractal dimension is not very different from the space dimension, this metric applies to any point of the fractal structure when chosen as center so that, on average, there is not any special point or direction. We examine the observed magnitude-redshift relation of type Ia supernovae (SNe Ia), showing that the apparent acceleration of the cosmic expansion can be explained as a consequence of the fractal distribution of matter when the corresponding space-time metric is modeled as a smooth LTB one and if the fractal dimension on scales of a few hundreds Mpc is D=2.9±0.02.
Comments: 6 pages, 4 figures, accepted for publication in Classical and Quantum Gravity
Subjects: Cosmology and Nongalactic Astrophysics (astro-ph.CO); General Relativity and Quantum Cosmology (gr-qc)
Cite as: arXiv:1810.06318 [astro-ph.CO]
(or arXiv:1810.06318v1 [astro-ph.CO] for this version)