Cambiamenti climatici: previsioni, informazione e politica

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I governi di più di 190 nazioni riuniti alla conferenza di Parigi sul clima dal 30 novembre all’11 dicembre guardano al decennio successivo al 2020, quando si esauriranno gli impegni attuali in materia di emissioni di gas serra. Il punto chiave è l’intreccio inestricabile tra scienza, informazione e politica, che è centrale non solo per la comprensione del problema dei cambiamenti climatici da parte dell’opinione pubblica ma anche per stimolare l’adozione di politiche d’intervento efficaci.

La comprensione dei cambiamenti climatici globali, a differenza del “meteo” ordinario, pone dei problemi teorici e osservativi molto rilevanti. Per quanto riguarda la modellizzazione teorica, la difficoltà è dovuta al fatto che giocano un ruolo importante contemporaneamente variabili che hanno tempi-scala molto lunghi (millenni, come ad esempio quelli che governano le circolazioni profonde), variabili che hanno tempi-scala di mesi (tipiche delle strutture geofisiche), fino a quelle che hanno un tempo scala molto breve (ore/giorni, che sono connesse al fenomeno della turbolenza). Da un punto di vista osservativo le misure storiche del clima sono ottenute, ad esempio, dai profili di temperatura dalle trivellazioni, dai carotaggi nel ghiaccio, dall’analisi di strati di sedimenti, registrazioni dei livelli del mare del passato, ecc. D’altra parte i cambiamenti climatici più recenti possono essere misurati solo su scale di tempo relativamente lunghe, dell’ordine almeno di qualche decennio. Mentre alcune cause del cambiamento di lungo periodo del clima sono ben note – come le variazioni nella radiazione solare ricevuta dalla Terra, la tettonica a zolle, le eruzioni vulcaniche, ecc. – il problema cruciale è però stabilire se le attività umane siano causa rilevante del recente riscaldamento globale.climate_graphs

Venticinque anni fa è stato fondato il gruppo di esperti intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) cui è stato attribuito il premio Nobel per la pace nel 2010 per il lavoro svolto. L’ultimo rapporto, del 2013, ha posto dei solidi punti fermi nella modellizzazione e nell’osservazione dei cambiamenti climatici. Tre variabili climatiche cruciali, prese in esame dall’IPCC fin dal 1995, cioè la concentrazione di carbonio, la temperatura superficiale e l’aumento del livello del mare, non solo hanno seguito la tendenza prevista, ma sono sostanzialmente risultate all’interno della incertezza della previsione.

 

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