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La spesa per ricerca e sviluppo è tra le più basse in Europa e l’anomalia  maggiore è dovuta alla spesa BERD (business enterprise expenditure in R&D) che è la più bassa del continente. Questo  significa che senza l’intervento dello stato, e dato il tessuto industriale del nostro paese, siamo destinati alla desertificazione  tecnologica e scientifica (#RischioPrevisioni Capitolo 4).

Come abbiamo scritto nella lettera aperta “Hanno scelto l’ignoranza” indirizzata ai politici nazionali dei vari stati membri dell’UE e alla Commissione Europea stessa, quest’ultimi

Hanno scelto di ignorare che l’investimento pubblico in R&S è un attrattore d’investimenti privati; che in uno “Stato innovatore” come gli Stati Uniti più della metà della crescita economica è avvenuta grazie all’innovazione, che ha radici nella ricerca di base finanziata dal governo federale. Invece, essi mantengono l’irrealistica aspettativa che l’aumento della spesa in R&S necessaria per raggiungere l’obiettivo della Strategia di Lisbona del 3% del PIL sarà raggiunto grazie al solo settore privato, mentre l’investimento pubblico in R&S viene ridotto. Una scelta in netto contrasto con il significativo calo del numero di aziende innovative in alcuni di questi paesi e con la prevalenza di aziende a dimensione familiare, tra le piccole e medie imprese, senza alcuna capacità d’innovazione.

 

 

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One response

  1. La debolissima ricerca privata italiana | Francesco Sylos Labini Avatar

    […] il sistema universitario  prepara i laureati per un mercato più avanzato di quello interno: la spesa BERD delle aziende in R&S è tra le più del continente Europeo,  la produzione di merci […]

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