Oggi i nostri Alessandro e Gabriele intervistano Francesco Sylos Labini e Matteo Caravani sul loro libro “Bussola per un mondo in tempesta: l’età della convergenza”. Un libro che analizza le cause della crisi odierna degli USA, del mondo unipolare e dell’Occidente collettivo nel suo insieme e il comparire di nuovi attori internazionali, come la Cina e gli altri paesi dei BRICS.
Una ricerca condotta da un gruppo di studiosi nel 2012 ha accertato che, nel quinquennio intercorrente tra il gennaio 2007 e il dicembre 2011, i professori di economia politica della Università Bocconi di Milano, espressione di una ben precisa visione, occupavano uno spazio predominante sulla grande stampa italiana. Dallo studio emergeva inoltre che una netta maggioranza dei docenti impiegati presso altre università ma ospitati comunque di frequente dai grandi quotidiani nazionali aderiva a quella stessa scuola liberista elevata a principale fonte di ispirazione della Bocconi. Anche all’interno dello stesso mondo universitario gli esponenti di questa dottrina economica sono diventati nettamente prevalenti, sebbene fino agli anni ’70 il quadro generale fosse dominato da keynesiani e marxisti. Come si è arrivati a ciò? Proviamo a comprenderlo assieme a uno degli autori dello studio in questione, vale a dire Francesco Sylos Labini, fisico, saggista e dirigente di ricerca presso il Centro di Ricerca Enrico Fermi a Roma. È uno dei fondatori del blog Return on Academic Research and School (Roars), uno dei forum italiani più importanti per le discussioni sulle politiche di ricerca e istruzione superiore.
(Un capitolo di Bussola https://amzn.eu/d/9e81T3o è dedicato a questo argomento: i danni fatti dagli pseudo-scienziati)
Pubblichiamo un estratto dal libro “Bussola per un mondo in tempesta”, scritto da Francesco Sylos Labini e Matteo Caravani per Futura editrice, sulle crisi politiche e ambientali che attraversano la nostra epoca
La Cina è passata dall’avere l’80% della popolazione in condi-zione di povertà estrema nel 1980 all’assenza di povertà estrema 40 anni dopo: l’aspettativa di vita, l’istruzione, la qualità della vita sono aumentate enormemente e la fame è scomparsa. Si tratta dello sviluppo economico di maggior successo della storia del-l’umanità avvenuto nell’arco di pochi decenni: basti considerare che in Europa ci sono voluti più di due secoli di colonialismo e di sviluppo capitalistico industriale per ottenere un risultato analogo. […]
Consider this: the six largest multinational corporations in the world today collectively hold capital equivalent to the entire GDP of Europe. If Apple’s market value matches France’s GDP, we have a serious problem. Such concentrations of wealth and power are even more alarming in the context of the Fourth Industrial Revolution, which is transforming the world, and an environmental crisis that may already be beyond repair. A small number of individuals own these multinational corporations, controlling the technological capabilities that drive the digital and “green” transitions with virtually no public participation.
Considerate questo: le sei maggiori multinazionali del mondo oggi detengono collettivamente un capitale equivalente all’intero PIL dell’Europa. Se il valore di mercato di Apple corrisponde al PIL della Francia, abbiamo un problema serio. Tali concentrazioni di ricchezza e potere sono ancora più allarmanti nel contesto della Quarta Rivoluzione Industriale, che sta trasformando il mondo, e di una crisi ambientale che potrebbe già essere irreparabile. Un piccolo numero di individui possiede queste multinazionali, controllando le capacità tecnologiche che guidano le transizioni digitale e “verde” praticamente senza alcuna partecipazione pubblica.
Alcuni estratti dal libro “Bussola per un mondo in tempesta”, scritto da Matteo Caravani e Francesco Sylos Labini per Futura editrice, sulle crisi politiche e ambientali che attraversano la nostra epoca
Matteo Caravani e Francesco Sylos Labini
“Non è sorprendente che il passaggio dal mondo unipolare a guida statunitense, ad uno multipolare, multicentrico e multiculturale, sia accompagnato da crisi politiche e conflitti armati. Sullo sfondo di queste tensioni c’è la competizione da parte delle grandi potenze per porsi in una situazione di indipendenza economica, energetica e politica dalle altre. Questo significa prima ancora che confronto militare, competizione per il controllo delle materie prime e delle tecnologie essenziali allo sviluppo economico, e, in modo particolare, delle monete che vengono usate per gli scambi internazionali.
Tuttavia, se questa transizione è lungi dall’essere completa ed un nuovo ordine mondiale lontano dall’essere stabilito, le profonde incertezze associate alla trasformazione dell’assetto politico ed economico internazionale si esaltano ulteriormente a causa di due emergenze globali: la crisi climatica e le enormi concentrazioni di capitale con le associate disuguaglianze. In questi tempi burrascosi è perciò sempre attuale la famosa massima di Antonio Gramsci: «Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri».
This essay is envisioned as an ideal logbook for these stormy times, aiming to provide an organic, albeit broad, framework to interpret the significant and rapid changes shaping the present. Its primary goal is to offer a compass to help understand the historical period we are living through. However, an analytical effort is necessary to pave the way for reflecting on possible paths to break free from the dominant ideology of the past 40 years: the “there is no alternative” mantra of all-against-all competition reminiscent of Thatcherism. In the current context, seeking an alternative has become both necessary and urgent.
Questo saggio si presenta come un diario di bordo ideale in questi tempi tempestosi, che ha l’obiettivo di fornire un quadro organico, seppur macroscopico, per interpretare i grandi e rapidi cambiamenti che caratterizzano l’attualità. La sua principale finalità è offrire una bussola che possa aiutare a comprendere il periodo storico che stiamo vivendo. Tuttavia, uno sforzo analitico è necessario per aprire la strada ad una riflessione sulle possibili vie da percorrere per uscire dall’ideologia dominante degli ultimi 40 anni, il “there is no alternative” alla competizione di tutti contro tutti di memoria thatcheriana. Nell’attuale contesto, cercare l’alternativa è diventato necessario e impellente.
Istituto Cinese di Cultura in Italia, Via degli Scipioni 241, Roma
Tavola rotonda su
“I nuovi orizzonti del confronto tra cultura cinese e cultura occidentale”
interverranno:
Pino Arlacchi (professore ordinario di Sociologia, ex vicesegretario generale e direttore esecutivo del programma antidroga e anticrimine dell’Onu)
Matteo Caravani (professore di cooperazione internazionale e sviluppo a Roma Tre)
Ivan Cardillo (presidente dell’Istituto di Diritto Cinese, Adjunct Professor China University of Political Science and Law.)
Francesco Sidoti (professore di criminologia e sociologia all’Università dell’Aquila)
Francesco Sylos Labini (dirigente di ricerca presso Roma, Centro Ricerche Enrico
Fermi)
Il generale e storico ateniese Tucidide nella sua Storia della guerra del Peloponneso scrisse che «fu l’ascesa di Atene e la paura che questa incuteva a Sparta a rendere inevitabile la guerra». Il termine «trappola di Tucidide» è stato coniato proprio per descrivere la tendenza alla guerra quando una potenza in ascesa (Atene) sfida lo status di una potenza dominante consolidata (Sparta). Già dagli inizi degli anni 2000, per effetto del rapido sviluppo economico stimolato dalla globalizzazione, si poteva dedurre che la Cina e gli Stati Uniti fossero in una rotta di collisione che avrebbe potuto generare importanti tensioni. Lo spostamento dell’equilibrio di potere verso Oriente è stato dunque più pronunciato con l’ascesa economica della Cina che, sebbene sia stata pacifica dato che non è mai stata coinvolta in alcun conflitto nell’ultimo mezzo secolo, in Occidente è vista con notevole preoccupazione per l’influenza che ha sull’ordine mondiale. Sembra che la storia si destinata a ripetersi, ma questa volta una guerra tra grandi potenze potrebbe essere fatale per l’umanità. Trovare la rotta per evitare la tragedia delle grandi potenze e mettere la pace al centro del dibattito politico dovrebbe essere al centro nell’agenda pubblica
Presentiamo il nuovo libro “Bussola per un mondo in tempesta” con gli autori Matteo Caravani e Francesco Sylos Labini. Edito da Futura Editrice il saggio cerca di costruire un quadro complessivo nei molteplici scenari di crisi che stanno attraversando questa fase storica per fornire al lettore una bussola con cui orientarsi in una tale complessità.