I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale

Senza nome
Nell’ambito del Progetto “I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale” promosso nel 2010 dall’Accademia Nazionale dei Lincei e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con lo scopo di proporre e organizzare attività di formazione per i docenti, volte al miglioramento del sistema d’istruzione, attraverso corsi di aggiornamento, terrò la lezione :
Crisi economica e crisi universitaria: uso e abuso di metodi quantitativi
Questo l’ Abstract
Il 5 novembre del 2008 la regina d’Inghilterra visitò la prestigiosa London School of Economics e durante la cerimonia fece una domanda passata alla storia come “la domanda della regina“. Il senso delle parole che ha utilizzato è questo: “Come mai la maggioranza degli economisti non ha previsto la crisi finanziaria del 2008?” Ricordiamo, infatti, che il fallimento della Lehman Brothers nel settembre del 2008 ha dato origine alla più grande crisi finanziaria dal 1929 e alla recessione di tanti paesi che ancora dura, e che economisti di fama mondiale non sono stati capaci né di prevedere la crisi né  di interpretare quello che stava avvenendo. Pochi mesi dopo, nel dicembre 2008, vennero resi pubblici i risultati della Research Assessment Exercise (effettuato da una agenzia poi diventata il modello della nostra Agenzia di Valutazione dell’Università e della Ricerca), ovvero della valutazione dell’università  e della ricerca inglesi in cui i diversi dipartimenti delle varie discipline sono stati classificati con un voto da 0 a 4.  Facendo una classifica delle diverse discipline (fisica, chimica, storia, ecc.) il risultato è stato  che “tra tutte le discipline considerate l’economia e l’econometria sono i  campi in cui il punteggio è massimo”.
Dunque mentre la “domanda della regina” è stata la cartina di tornasole per mostrare  che c’è un problema fondamentale nell’attuale ricerca economica, il risultato della valutazione per le discipline economiche non è stato solo buono, ma il migliore di tutte in Inghilterra. E’ chiaro che ci sia un problema fondamentale con l’attuale corso della disciplina economica se la più grande crisi globale mai avvenuta dal 1929 è esplosa lasciando la maggior parte degli economisti sorpresi. In questa lezione si tratteranno i due temi che si intrecciano con la domanda della Regina e che riguardano un l’uso di metodi quantitativi basati su assunzioni incorrette. Da una parte si considera la qualità della gran parte delle previsioni economiche prima e dopo la grande recessione nel 2008 e si discute la ragione teorica alla base del loro fallimento. In particolare si discuteranno le previsioni economiche basate sulla teoria economica neoclassica che ne ha fornito base teorica.  Dall’altra parte si discute il metodo di valutazione adottato nel Regno Unito e sull’ideologia che ne ha supportato la sua costruzione. 
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Ripensare la valutazione: lezione dall’economia

Intervento al meeting L’Urgenza di Ripensare l’Economia – Rethinking Economics, 5 dicembre 2018 Dipartimento di Economia Aziendale – Università degli Studi Roma Tre: sono intervenuti: Francesco Saraceno (Sciences-Po e autore di “La scienza inutile”) Lorenzo Fioramonti (Viceministro Miur) Francesco Sylos Labini (Cnr e autore di “Rischio e previsione”) Pasquale Tridico (Università Roma Tre) Gabriele Guzzi (Rethinking Economics Italia)

 

Nonaxisymmetric models of galaxy velocity maps

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Galaxy velocity maps often show the typical pattern of a rotating disk, consistent with the dynamical model where emitters rotate in circular orbits around the galactic center. The simplest template used to fit these maps consists in the rotating disk model (RDM) where the amplitude of circular velocities is fixed by the observed velocity profile along the kinematic axis. A more sophisticated template is the rotating tilted-ring model (RTRM) that takes into account the presence of warps and allows a radius-dependent orientation of the kinematic axis. In both cases, axisymmetry is assumed and residuals between the observed and the model velocity fields are interpreted as noncircular motions.

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Formazione di galassie dalla dinamica gravitazionale fuori dall’equilibrio

Un articolo divulgativo sulla nostra attività scientifica gratuitamente  disponibile a questo link

Il sistema solare si è formato circa cinque miliardi di anni fa: i diversi pianeti hanno dunque avuto il tempo di compiere più di un miliardo di rivoluzioni intorno al sole. In particolare Mercurio, che un periodo orbitale di 88 giorni, ne ha fatte circa 25 miliardi, la Terra 5 miliardi, mentre Nettuno, con un periodo orbitale di 160 anni, 250 milioni. Per questo motivo il sistema solare può essere considerato aver raggiunto una situazione di stabilità in cui i tutti pianeti, anche i più esterni, ruotano in orbite chiuse dove la forza gravitazionale di attrazione del sole è controbilanciata dalla forza centrifuga che ha ugual modulo di questa ma verso opposto. Per effetto della forza gravitazionale esercitata sui pianeti dal sole le velocità orbitali dei pianeti variano secondo la loro distanza dal sole: Mercurio si muove a 48 km/sec, la Terra a 30 km/sec e Nettuno a 5 km/sec. Questo equilibrio dinamico, una volta stabilito, rimane invariato e dura finché cause esterne non ne causano la rottura.

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L’Urgenza di Ripensare l’Economia – Rethinking Economics

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Sono passati dieci anni dalla grande crisi del 2008. Dieci anni di recessione, di crescita delle disuguaglianze e di disagio sociale. Dieci anni in cui il mondo è profondamente cambiato, sebbene lo stato dell’economia sia rimasto essenzialmente immobile nelle teorie e nella metodologia dominante. L’economia che solitamente si insegna nelle università infatti non solo non è stata in grado di prevedere lo scoppio della crisi, ma ha anche fornito la legittimità politica a misure di privatizzazione, di flessibilità del lavoro, di finanziarizzazione e deregolamentazione. Misure che hanno accresciuto la disuguaglianza, delegittimato l’intervento attivo e redistributivo dello stato, e depresso la ripresa economica.

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Intervista su La Repubblica

Diapositiva1“In questi anni – spiega Francesco Sylos Labini, ricercatore del Cnr-Isc – la missione Gaia, un satellite dell’Agenzia spaziale europea progettato per indagare origine, evoluzione e struttura della Via Lattea, sta compiendo misurazioni astrometriche di altissima precisione, determinando la posizione di oltre un miliardo di stelle sulle quali è stato appena pubblicato il data release 2, il più grande e accurato censimento di informazioni quali posizioni, velocità e altre proprietà stellari. In particolare, è ora possibile esplorare lo spazio delle fasi (posizioni e velocità) di oltre sei milioni di stelle nel disco della Via Lattea. Le mappe delle velocità stellari pubblicate da Gaia coprono una distanza fino a 12 kilopaserc (kpc), unità di misura impiegata in astronomia per indicare la distanza fra oggetti celesti. Noi siamo stati in grado di estenderle fino a 20 kpc, tre volte in più rispetto alle mappe ufficiali, utilizzando una ricostruzione statistica della distanza”. – I ricercatori hanno quindi misurato deviazioni significative dalla circolarità nelle orbite medie delle stelle del disco della Via Lattea, insieme a un gradiente di velocità radiale di circa 40 km/s e di un gradiente di velocità verticale di 20 km/s.

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CNR COMUNICATO STAMPA 96/2018: La Via Lattea non è in equilibrio

46310467_10155856872102727_1616626076761456640_oLe stelle della nostra galassia dovrebbero girare intorno al nucleo con un moto di rotazione in equilibrio dinamico. Un team internazionale, cui partecipano ricercatori del Cnr-Isc, analizzando i dati del satellite Gaia, ha ottenuto le più estese mappe di velocità delle stelle della nostra galassia, che mettono in discussione l’ipotesi che le stelle ruotino con soli moti circolari. Sono stati, infatti, rivelati moti radiali e verticali e differenze nella velocità di rotazione in diverse zone stellari. Lo studio, pubblicato su Astronomy and Astrophysics, induce a rivedere anche le stime sulla materia oscura

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Gaia-DR2 extended kinematical maps. Part I: Method and application

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CONTEXT. The Gaia Collaboration has used Gaia-DR2 sources with six-dimensional (6D) phase space information to derive kinematical maps within 5 kpc of the Sun, which is a reachable range for stars with relative error in distance lower than 20%.
AIMS. Here we aim to extend the range of distances by a factor of two to three, thus adding the range of Galactocentric distances between 13 kpc and 20 kpc to the previous maps, with their corresponding error and root mean square values.
METHODS. We make use of the whole sample of stars of Gaia-DR2 including radial velocity measurements, which consists in more than seven million sources, and we apply a statistical deconvolution of the parallax errors based on the Lucy’s inversion method of the Fredholm integral equations of the first kind, without assuming any prior.
RESULTS. The new extended maps provide lots of new and corroborated information about the disk kinematics: significant departures of circularity in the mean orbits with radial Galactocentric velocities between -20 and +20 km/s and vertical velocities between -10 and +10 km/s; variations of the azimuthal velocity with position; asymmetries between the northern and the southern Galactic hemispheres, especially towards the anticenter that includes a larger azimuthal velocity in the south; and others.
CONCLUSIONS. These extended kinematical maps can be used to investigate the different dynamical models of our Galaxy, and we will present our own analyses in the forthcoming second part of this paper. At present, it is evident that the Milky Way is far from a simple stationary configuration in rotational equilibrium, but is characterized by streaming motions in all velocity components with conspicuous velocity gradients.
Comments: 19 pages, 16 figures, accepted to be published in Astronomy and Astrophysics in the press; data of Figs. 8-12 and 16 publicly available
Subjects: Astrophysics of Galaxies (astro-ph.GA)
Cite as: arXiv:1810.13436 [astro-ph.GA]
(or arXiv:1810.13436v1 [astro-ph.GA] for this version)