Presentazione “Rischio e Previsioni” a Matematica “Sapienza”

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Avviso di Seminario su Matematica, Scienza e Società

Dipartimento di Matematica

Mercoledì 14 Dicembre 2016, ore 16.30, Aula III

Francesco Sylos Labini

“Rischio e previsione: cosa può dirci la scienza sulla crisi”

Sunto: La crisi economica sta cambiando la struttura della nostra società, introducendo disuguaglianze insormontabili, marginalizzando le energie più giovani, soffocando la ricerca scientifica e così inibendo anche la possibilità di sviluppare quelle idee e innovazioni che potrebbero contribuire a guidarci fuori dalla crisi stessa. La scienza può fornire degli strumenti chiave utili non solo per comprendere i problemi della nostra epoca ma anche per tracciare delle prospettive che possono rappresentare una solida e valida alternativa alla dilagante legge del più forte – un malinteso darwinismo sociale – oggi in auge. In particolare le idee sviluppate nell’ultimo secolo nell’ambito delle scienze naturali giocano un ruolo chiave per la comprensione di molti problemi, apparentemente diversi e non connessi, alla radice della crisi attuale e possono suggerire soluzioni plausibili e originali. 

Bibliografia: Francesco Sylos Labini: Rischio e previsione, Editori Laterza, (2016)

Formation of satellites from cold collapse

We study the collapse of an isolated, initially cold, irregular (but almost spherical) and (slightly) inhomogeneous cloud of self-gravitating particles. The cloud is driven towards a virialized quasi-equilibrium state by a fast relaxation mechanism, occurring in a typical time τc, whose signature is a large change in the particle energy distribution. Post-collapse particles are divided into two main species: bound and free, the latter being ejected from the system. Because of the initial system’s anisotropy, the time varying gravitational field breaks spherical symmetry so that the ejected mass can carry away angular momentum and the bound system can gain a non-zero angular momentum. In addition, while strongly bound particles form a compact core, weakly bound ones may form, in a time scale of the order of τc, several satellite sub-structures. These satellites have a finite lifetime that can be longer than τc and generally form a flattened distribution. Their origin and their abundance are related to the amplitude and nature of initial density fluctuations and to the initial cloud deviations from spherical symmetry, which are both amplified during the collapse phase. Satellites show a time dependent virial ratio that can be different from the equilibrium value b1: although they are bound to the main virialized object, they are not necessarily virially relaxed.

Comments: 11 pages, 11 figures. Accepted for publication in Astronomy and Astrophysics
Subjects: Astrophysics of Galaxies (astro-ph.GA); Cosmology and Nongalactic Astrophysics (astro-ph.CO)
Cite as: arXiv:1612.01283 [astro-ph.GA]
(or arXiv:1612.01283v1 [astro-ph.GA] for this version)

Return of multi-million-euro ERC grants confirmed (interview on Research Europe)

re Interview on Research Europe  by Craig Nicholson

[….]

ERC president Jean-Pierre Bourguignon told MEPs on 8 November that the grants are intended to allow researchers working across different disciplines to tackle “exceptionally challenging” problems. When the grants were previously run in 2013, several proposals won close to €15 million—far more than the current €2.5m ceiling for ERC awards. […]

However, others have said that such large grants are inappropriate for many theoretical fields of research, and that the ERC should provide smaller grants to improve success rates and even out funding allocations across Europe. “It’s not the right way to distribute money, especially at this time when there are very large imbalances in the distribution of money between countries,” said Francesco Sylos Labini, a theoretical physicist at the Enrico Fermi Centre in Rome. “The ERC is becoming for researchers what rankings are for universities: a fake classification of quality.”

Le previsioni sbagliate dell’economia dell’equilibrio

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Nel novembre del 2008 la regina Elisabetta II, durante una visita presso la London School of Economics (LSE), chiese alla platea gremita d’insigni professori come mai nessuno di loro avesse previsto la devastante crisi appena scoppiata. La domanda della Regina è stata una cartina di tornasole dell’irreale dibattito in campo economico. È stata una delle prime volte in cui gli economisti, e in particolare quelli appartenenti alla scuola mainstream, la cosiddetta scuola neoclassica, sono stati chiamati a spiegare le loro posizioni e le ragioni del fallimento delle previsioni di fronte all’opinione pubblica. In questo modo il dibattito ha smesso di essere relegato all’interno della comunità accademica o, peggio ancora, all’interno della stessa scuola mainstream (di cui, peraltro, quasi tutti i docenti della LSE fanno parte). Continue reading Le previsioni sbagliate dell’economia dell’equilibrio

“Rischio e previsione. Cosa può dirci la scienza sulla crisi?” di F. Sylos Labini. Recensione

f25Scritto da  lunedì, settembre 19, 2016 Pandora 

Recensione a: Francesco Sylos Labini, Rischio e previsione. Cosa può dirci la scienza sulla crisi?, Laterza, Roma-Bari 2016, 262 pp., 24 euro (Scheda libro).


La crisi economica globale che si è innescata dopo lo scoppio della bolla sub-prime(2007) rappresenta un fenomeno di portata storica eccezionale, che sta modificando alla radice gli equilibri interni alle società occidentali, acuendo le diseguaglianze e rallentando la mobilità sociale, in particolare in paesi come l’Italia. “Rischio e previsione. Cosa può dirci la scienza sulla crisi?” di Francesco Sylos Labini analizza i limiti e le responsabilità della disciplina economica portati alla luce dalla crisi, ma esamina anche quale dovrebbe essere il ruolo della scienza nella comprensione dei principali problemi economici e nell’individuazione di soluzioni originali.

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Intervento a “la versione di Oscar” Radio 24

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Critiche da una parte del mondo accademico sull’assegnazione di cinquecento cattedre per chiara fama scientifica intitolate a Giulio Natta, premio Nobel per la chimica insieme con Karl Ziegler nel 1963. Il programma prevede il rientro di cervelli in fuga con la possibilità di poter offrire loro uno stipendio più alto del 20%/30%. La polemica nasce dai criteri di nomina secondo alcuni di nomina governativa come ai tempi del fascismo… Ne parliamo con Tommaso Nannicini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Francesco Sylos Labini, fisico teorico e presidente dell’associazione Roars (Return on Academic Research).

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Intervento a “Tutta la città ne parla” (Radio3)

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Questa mattina un ricercatore ha telefonato a Prima Pagina per commentare e spiegare il contenuto di un’inchiesta della Stampa sulla ricerca italiana: è stato bocciato il 96% dei progetti che hanno partecipato al bando Prin, i progetti per la ricerca che il Miur finanzia per il triennio 2015-2018. Erano ricerche poco importanti o è il Ministero ad essere stato miope? Quale il futuro della ricerca (e dei ricercatori) italiani?

Gli ospiti del 12 ottobre 2016 Continue reading Intervento a “Tutta la città ne parla” (Radio3)

Il capitale intellettuale. Intervista a PrideOnLine

immagine1-4L’Italia è ferma, anzi rischia di retrocedere. Questo quanto emerso dalle conseguenze delle recenti riforme, con il Jobs Act e con il piano nazionale Industria 4.0. La politica per gli investimenti esteri tentenna, ci prova e scivola nuovamente. La recentissima caduta è nella brochure scritta dall’Italian Trade Agency, per conto del ministero dello Sviluppo economico presentata proprio all’evento del mese scorso con la presentazione ufficiale di Industria 4.0. Il documento è stato titolato “Invest in Italy” e, volendo incentivare l’investimento estero sul territorio italiano, presenta tra i motivi per cui vale la pena di venire in Italia anche il nostro capitale umano. Peccato che la brochure utilizzi una spiegazione singolare di questo aspetto: «Un ingegnere in Italia guadagna in media un salario di 38.500 euro, quando in altri paesi europei lo stesso profilo ne guadagna mediamente 48.800». Presentare come un punto di forza una situazione di grave disagio per i cittadini non è solo profondamente fallimentare come politica estera ma apre le porte, accettando il ragionamento caustico, a paragoni economicamente più vantaggiosi per le aziende estere. Un ingegnere indiano per esempio presenta, come dice la brochure, «la stessa competenza» ma costi salariali ben più inferiori.

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