Museo Storico della Fisica del Centro Studi Ricerche Enrico Fermi

“Francesco Sylos Labini è stato nominato nuovo direttore del Museo Storico della Fisica del CREF, situato all’interno della storica palazzina di Via Panisperna. Il museo raccoglie l’eredità scientifica di Enrico Fermi e del suo fantastico gruppo. Si tratta di un viaggio che, attraverso una decina di ‘tappe’ significative, ripercorre la vita e le scoperte scientifiche di Fermi, da Roma all’America. In questo modo il visitatore può immergersi in un’avventura coinvolgente e appassionante combinando in maniera innovativa oggetti e pannelli tradizionali con moderne tecnologie multimediali, dalle visualizzazioni grafiche ai pannelli interattivi, dagli schermi tattili a quelli oleografici. A questo percorso si aggiunge il complesso monumentale di via Panisperna, con “la fontana dei pesci rossi” – aqua fontis – dove si narra che Fermi e il suo gruppo portarono avanti gli esperimenti sul rallentamento dei neutroni; la scalinata all’ingresso, immortalata nel 1931 in occasione del primo congresso internazionale di Fisica nucleare; lo scalone monumentale interno e i corridoi al primo piano, dove i ‘ragazzi di Corbino’ correvano tra l’irradiamento di un elemento e l’altro, con Fermi sempre in testa! Ecco il museo, che ora vedrà anche un’opera di rinnovamento e modernizzazione con la nuova direzione!”

Gravitational collapse from cold uniform asymmetric initial conditions

Francesco Sylos Labini, Michael Joyce

Using controlled numerical N-body experiments, we show how, in the collapse dynamics of an initially cold and uniform distribution of particles with a generic asymmetric shape, finite N fluctuations and perturbations induced by the anisotropic gravitational field compete to determine the physical properties of the asymptotic quasi-stationary state. When finite N fluctuations dominate the dynamics, the particle energy distribution changes greatly and the final density profile {decays outside its core} as r^(-4) with an N-dependent amplitude. On the other hand, in the limit where the anisotropic perturbations dominate, the collapse is softer and the density profile shows a decay as r^(−3), as is typical of halos in cosmological simulations. However, even in this limit, convergence with N of the macroscopic properties of the virialized system, such as the particle energy distributions, the bound mass, and the density profile, is very slow and not clearly established, including for our largest simulations (with N∼10^6). Our results illustrate the challenges of accurately simulating the first collapsing structures in standard-type cosmological models

Comments:8 pages, 6 figures. Accepted for publication in Astronomy and Astrophysics
Subjects:Cosmology and Nongalactic Astrophysics (astro-ph.CO)
Cite as:arXiv:2106.02388 [astro-ph.CO]
 (or arXiv:2106.02388v1 [astro-ph.CO] for this version)

Zipf’s law for cosmic structures: how large are the greatest structures in the universe?

The statistical characterization of the distribution of visible matter in the universe is a central problem inmodern cosmology. In this respect, a crucial question still lacking a definitive answer concerns how large are the greateststructures in the universe. This point is closely related to whether or not such a distribution can be approximated as beinghomogeneous on large enough scales. Here we assess this problem by considering the size distribution of superclustersof galaxies and by leveraging on the properties of Zipf-Mandelbrot law, providing a novel approach which complementsstandard analysis based on the correlation functions. We find that galaxy superclusters are well described by a pureZipf’s law with no deviations and this implies that all the catalogs currently available are not sufficiently large to spot atruncation in the power-law behavior. This finding provides evidence that structures larger than the greatest superclustersalready observed are expected to be found when deeper redshift surveys will be completed. As a consequence the scalebeyond which galaxy distribution crossovers toward homogeneity, if any, should increase accordingly

Link to the paper

E i fondi per la ricerca?

La trasmissione “Tutta la città ne parla” su Radio Rai 3 del 28 aprile 2021 è stata dedicata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in per quanto riguarda la ricerca. Quanti fondi sono previsti per la ricerca dal PNRR? Quali le opinioni del mondo scientifico? Quanti fondi sono destinati alla ricerca, e in particolare a quella scientifica, nei programmi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza? Su quali dati si fondano le critiche di chi li ritiene insufficienti e quali i modelli stranieri replicabili anche nel nostro Paese? 

Gli ospiti:

Francesco Sylos Labini, fisico, a sua attività di ricerca include la fisica statistica, la cosmologia, la dinamica gravitazionale. È presidente dell’associazione Roars – Return on academic research and school

Massimiano Bucchi, professore di Sociologia della Scienza e di Comunicazione, Scienza e Tecnica all’Università degli Studi di Trento. Dal 2018 è anche direttore del Master in Communication of Science and Innovation

Sandra Savaglio, astronoma, astrofisica, docente presso l’Università della Calabria, è assessora all’istruzione della Regione Calabria

Giorgio Parisi, professore emerito di Fisica teorica alla Sapienza di Roma, è tra i firmatari del Piano Amaldi 

Ugo Amaldi, fisico, presidente emerito della Fondazione TERA di Adroterapia oncologica, tra i protagonisti al CERN, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle posto al confine tra Svizzera e Francia, ha insegnato nelle università di Milano e Firenze, primo firmatario del piano che porta il suo nome per lo sviluppo della ricerca sottoscritto dai più autorevoli scienziati italiani

LINK alla trasmissione

“Non Mollare!” – Il Film

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "NON MOLLARE! Don't give up! Con il patrocinio di Associazione Paolo Sylos Labini"

L’8 settembre 2023 ricorre il 150° anniversario dalla nascita di Gaetano Salvemini. Nonostante l’impegno in questi anni da parte della Fondazione Rossi-Salvemini di Firenze e delle altre realtà istituzionali sparse in tutta Italia, e visto l’immenso patrimonio dello storico e politico molfettese, la figura di Gaetano Salvemini è ancora troppo poco conosciuta. In un Paese come l’Italia, sempre più orfano di testimoni del passato, dove la memoria subisce l’effetto dell’oblio che gioca un ruolo fondamentale nella definizione del passato, presente e identità di una collettività, l’importanza del racconto e dello strumento cinematografico risultano essenziali per immortalare personaggi e vicende che hanno dato un contributo alla nostra Democrazia. Gaetano Salvemini è uno di questi: un intellettuale ancora attualissimo, caduto troppo presto nel dimenticatoio.

Non mollare! è un film-documentario che si svolge nell’intera giornata dell’8 settembre 2023. L’arco di un giorno diventa lo spazio temporale in cui Gaetano ripercorre la sua vita politica e personale. Dall’arrivo di prima mattina alla stazione ferroviaria di Molfetta fino all’imbrunire, Gaetano riscopre un presente che somiglia ancora troppo al passato. Scorge tra i muri della sua città e tra i ricordi nella sua vecchia casa, indizi del passato che trafiggono il presente; indizi del presente che rimandano agli anni più bui del passato italiano. Gaetano, che nei suoi studi ha sempre tratto dal suo presente gli stimoli per ricostruire il passato – la Firenze medievale e la Rivoluzione francese – adesso realizza che anche il suo presente d’allora è passato, il nostro passato da ricostruire.

Per saperne di più clicca qui

L’Associazione Paolo Sylos Labini ha offerto il proprio patrocinio culturale e un contributo alla realizzazione del film

Il mercato rende liberi

Recensione del libro «Il mercato rende liberi, ed altre bugie del neoliberismo», di Mauro Gallegati per Luiss University Press

L’economia è una disciplina bellissima all’incrocio tra storia e matematica, tra diritto e fisica, tra sociologia, politica e intelligenza artificiale che dovrebbe aspirare  a migliorare le condizioni dell’uomo, magari di tutti gli uomini, coniugando sviluppo economico e crescita civile. E’ un campo del sapere immensamente ricco di possibilità, crocevia di diverse discipline, e lo è diventato ancora di più nell’era dei big data in cui è possibile analizzare enormi quantità di dati e capire andamenti e comportamenti dal micro (consumatori, aziende) al macro (stati) e per capire le connessioni tra questi sistemi. Eppure, nella stragrande maggioranza dei casi quando si legge un intervento nel dibattito pubblico di un economista accademico, invece di trovare ricchezza e profondità di analisi da differenti prospettive,  si leggono banalità accompagnate dalle solite insulse proposte reazionarie, retrive e spesso anche oscene.

Questo paradosso è spiegato tra le righe del bel libro di Mauro Gallegati. L’economia che si studia nei libri di testo oggi, con sparute e meritevoli eccezioni, è una pseudo-scienza con pseudo-articoli, pseudo-riviste scientifiche e pseudo-accademici che si rifanno ad una dottrina in cui si spiega in maniera banale e unidimensionale qualsiasi fenomeno interpretandolo alla luce del dogma “il mercato ha sempre ragione”.

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Dando priorità alle prime dosi di vaccino potremmo ridurre i decessi negli over 80?

È un tema molto discusso nelle ultime settimane: conviene fare come nel Regno Unito, dove la seconda dose del vaccino contro il coronavirus viene ritardata, dando precedenza alle persone che devono ancora sottoporsi alla prima? Negli ultimi giorni se ne è occupato anche un gruppo di ricerca multidisciplinare italiano, composto… (continua su Wired)

Prioritizing the first doses of SARS-CoV-2 vaccine to save the elderly: the case study of Italy

Many countries are currently facing high mortality caused by the circulation of SARS-CoV-2 among the elderly not yet vaccinated. Vaccine shortage poses relevant challenges to health authorities, called to act in a timely manner, and with scarcity of vaccine, and data. We have developed a model for estimating of the impact of vaccination on the mortality of the elderly following a schedule of mRNA SARS-CoV-2 vaccine that prioritize first dose administration, as alternative to the standard schedule of two doses administered 3 to 4 weeks apart. We studied the Italian scenario, considering it representative of other Countries facing similar conditions in terms of virus circulation, mortality, and vaccine shortage, in the period from February 10 to April 14 2021. Under different conditions of quantity of vaccine administration, the schedule prioritizing first doses showed always significant increase of protected individuals, and a decrease of deaths, up to 19.8% less than the standard schedule. These findings support the vaccination option of prioritizing the first dose in the elderly until vaccine supplies are adequate.

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