European science policy and research risk

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A comment on the EU science policy and on the reasons of its crisis.  (Published on the Euroscience blog)

Basic research is intrinsically risky: looking at the history of science one may find many examples of unexpected discoveries as well as of many ideas that were assumed true at a certain point in time while later they were proven wrong. Among the first we find, in recent years, the discovery of high temperature superconductivity by Alex Muller and Georg Bednorz, of the Quantum Hall effect by Klaus von Klitzing, the invention of the scanning tunneling microscope (STM) by Gerd Binnig and Heinrich Rohrer, and, more recently, the discovery of the graphene layers by Andrei Geim and Konstatin Novoselov.

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At 10, Europe’s ‘excellence’ fund faces calls for change

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Per il decennale di fondazione del programma ERC sono stato intervistato su Science. Qui di seguito un pezzo dell’articolo. Brevemente ci sono due tipi di problemi per il programma ERC. Il primo politico e in sintesi riguarda il fatto di mascherare scelte politiche (come distribuire i fondi) con un meccanismo pseudo-tecnico (premiamo l’eccellenza). Il secondo scientifico riguarda il fatto che l’eccellenza di domani non si premia dando i fondi all’eccellenza di ieri. E comunque non si premia dando fondi al top 5% (di quelli che applicano) selezionati in base a effetti di rumore statistico. Infine sempre sul piano politico c’è il fatto di dare un esempio sbagliato per le politiche scientifiche nazional. Per maggiori dettagli rimando al mio libro, a questo articolo  e a quest’altro articolo . Continue reading At 10, Europe’s ‘excellence’ fund faces calls for change

L’economia neoclassica? Una pseudoscienza

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Conversazione con FRANCESCO SYLOS LABINI di FRANCESCO SUMAN e OLMO VIOLA

Pubblicato su Micromega 

L’economia è una scienza? I modelli elaborati dagli attuali economisti neoclassici hanno lo stesso potere predittivo delle teorie fisiche? Sono domande importanti perché come i modelli dei fisici sono usati per costruire razzi che mandano in orbita satelliti che ci permettono di usare i nostri smartphones e internet, così i modelli degli economisti neoclassici sono usati dai politici per prendere decisioni che hanno conseguenze sui servizi pubblici, sull’economia reale e sulle nostre scelte di vita. A quanto emerge da una recente disamina l’economia neoclassica può essere classificata come pseudoscienza e comporta una serie di conseguenze negative a vari livelli: in politica, nella società, nella cultura e nella ricerca scientifica. Di questo si discute nell’intervista con il fisico Francesco Sylos Labini. Continue reading L’economia neoclassica? Una pseudoscienza

Può dirci qualcosa la scienza sulla crisi attuale? Sostiene l’astrofisico Francesco Sylos Labini…..

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di Sergio Di Cori Modigliani

Viviamo in tempi in cui gli economisti vanno di moda e diveggiano sui talk show. Le loro opinioni soggettive vengono presentate al pubblico come se fossero delle verità scientifiche oggettive. Quando gli scienziati “puri” (matematici, fisici, biologi, ingegneri, chimici) ascoltano una intervista a un economista, il quale troppo spesso presenta la propria argomentazione accreditandola di un valore oggettivo, rabbrividiscono. L’economia, infatti, è una disciplina di studio, complessa, nobile, affascinante. Ma non è una scienza. Nel mondo in cui oggi viviamo, gli economisti sono funzionali a determinate scelte politiche e non c’è proprio concorrenza tra loro e gli scienziati, le cui opinioni vengono raramente richieste. Un astrofisico italiano, Francesco Sylos Labini -un attivo ricercatore che lavora presso il Centro Enrico Fermi e l’Istituto per i Sistemi Complessi del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma- indignato per questa moda dilagante, ha deciso di scrivere un libro per sgombrare il campo da queste pericolose ambiguità. Il saggio si chiama “Rischio e previsione: cosa può dirci la scienza sulla crisi?” ed è da poco uscito pubblicato dalle edizioni Laterza di Bari. Il prof. Sylos Labini mi ha rilasciato quest’intervista per i lettori del blog.

1) Lei è uno scienziato puro, in quanto fisico teorico, è abituato quindi a vedersela con inoppugnabili prove, esattezza indiscutibile e certezza documentata. Perché ha scelto di scrivere questo libro?

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Presentazione “Rischio e Previsioni” a Matematica “Sapienza”

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Avviso di Seminario su Matematica, Scienza e Società

Dipartimento di Matematica

Mercoledì 14 Dicembre 2016, ore 16.30, Aula III

Francesco Sylos Labini

“Rischio e previsione: cosa può dirci la scienza sulla crisi”

Sunto: La crisi economica sta cambiando la struttura della nostra società, introducendo disuguaglianze insormontabili, marginalizzando le energie più giovani, soffocando la ricerca scientifica e così inibendo anche la possibilità di sviluppare quelle idee e innovazioni che potrebbero contribuire a guidarci fuori dalla crisi stessa. La scienza può fornire degli strumenti chiave utili non solo per comprendere i problemi della nostra epoca ma anche per tracciare delle prospettive che possono rappresentare una solida e valida alternativa alla dilagante legge del più forte – un malinteso darwinismo sociale – oggi in auge. In particolare le idee sviluppate nell’ultimo secolo nell’ambito delle scienze naturali giocano un ruolo chiave per la comprensione di molti problemi, apparentemente diversi e non connessi, alla radice della crisi attuale e possono suggerire soluzioni plausibili e originali. 

Bibliografia: Francesco Sylos Labini: Rischio e previsione, Editori Laterza, (2016)

Formation of satellites from cold collapse

We study the collapse of an isolated, initially cold, irregular (but almost spherical) and (slightly) inhomogeneous cloud of self-gravitating particles. The cloud is driven towards a virialized quasi-equilibrium state by a fast relaxation mechanism, occurring in a typical time τc, whose signature is a large change in the particle energy distribution. Post-collapse particles are divided into two main species: bound and free, the latter being ejected from the system. Because of the initial system’s anisotropy, the time varying gravitational field breaks spherical symmetry so that the ejected mass can carry away angular momentum and the bound system can gain a non-zero angular momentum. In addition, while strongly bound particles form a compact core, weakly bound ones may form, in a time scale of the order of τc, several satellite sub-structures. These satellites have a finite lifetime that can be longer than τc and generally form a flattened distribution. Their origin and their abundance are related to the amplitude and nature of initial density fluctuations and to the initial cloud deviations from spherical symmetry, which are both amplified during the collapse phase. Satellites show a time dependent virial ratio that can be different from the equilibrium value b1: although they are bound to the main virialized object, they are not necessarily virially relaxed.

Comments: 11 pages, 11 figures. Accepted for publication in Astronomy and Astrophysics
Subjects: Astrophysics of Galaxies (astro-ph.GA); Cosmology and Nongalactic Astrophysics (astro-ph.CO)
Cite as: arXiv:1612.01283 [astro-ph.GA]
(or arXiv:1612.01283v1 [astro-ph.GA] for this version)

Return of multi-million-euro ERC grants confirmed (interview on Research Europe)

re Interview on Research Europe  by Craig Nicholson

[….]

ERC president Jean-Pierre Bourguignon told MEPs on 8 November that the grants are intended to allow researchers working across different disciplines to tackle “exceptionally challenging” problems. When the grants were previously run in 2013, several proposals won close to €15 million—far more than the current €2.5m ceiling for ERC awards. […]

However, others have said that such large grants are inappropriate for many theoretical fields of research, and that the ERC should provide smaller grants to improve success rates and even out funding allocations across Europe. “It’s not the right way to distribute money, especially at this time when there are very large imbalances in the distribution of money between countries,” said Francesco Sylos Labini, a theoretical physicist at the Enrico Fermi Centre in Rome. “The ERC is becoming for researchers what rankings are for universities: a fake classification of quality.”