Prefazione al libro “Previsioni” di Mark Buchanan


Questo libro, scritto da un fisico, discute le idee e i concetti che sono alla base di quel pezzo della teoria economica generalmente chiamata neoclassica – fondamento della dottrina neoliberista – che è a quanto pare quella culturalmente e politicamente dominante in questi tempi difficili. Potrebbe sembrare curioso che un fisico, il cui oggetto di studio è usualmente rappresentato da atomi, molecole, pianeti o galassie, abbia qualcosa di rilevante da dire riguardo alla regina delle scienze sociali: l’economia. Gli esseri umani, al contrario delle particelle elementari o delle stelle, sono dotati di libero arbitrio, ma soprattutto le leggi che regolano le modalità con cui un individuo compie le proprie scelte e con cui diversi individui entrano in relazione tra loro sviluppando comportamenti di gruppo sono a noi sconosciute; anzi è lecito dubitare che queste leggi siano ben definite. Per contro, conosciamo le leggi fondamentali che regolano, ad esempio, le interazioni tra le cariche elettriche o tra i pianeti e il Sole: tali leggi, come ad esempio la gravità, sono universali e sono le stesse in differenti punti dello spazio e in tempi diversi.

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“I dati, bene comune. Pandemia, PNRR e le prossime sfide del Paese.”

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“I dati, bene comune. Pandemia, PNRR e le prossime sfide del Paese.”

29 ottobre al Senato della Repubblica, Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani

Capire la dinamica dell’epidemia a livello geografico e nella sua evoluzione temporale è di interesse non solo scientifico ma anche dei decisori politici, chiamati a pianificare e attuare le misure di intervento più adeguate. Lo studio di tale dinamica, e la formulazione di previsioni attendibili, richiede lo sviluppo di modelli matematici e si poggia sull’uso di dati con la più fine possibile risoluzione spaziale e temporale. Nuove varianti più infettive sono emerse, la disponibilità di vaccini resta limitata, si discute di opportunità di terza dose quando gran parte della popolazione mondiale non ha avuto accesso alla prima. I modelli previsionali sono dominati da fonti di incertezza tali da rendere le proiezioni poco significative, in assenza di dati puntuali accessibili. In questa situazione è necessario sviluppare modelli di nowcasting (quello che succederà tra poco tempo) e in questo ambito le osservazioni giocano un ruolo fondamentale: Raccogliere i dati, trasmetterli con rapidità, combinarli al meglio, nel rispetto dei diritti individuali di confidenzialità dei dati sanitari, ed estrapolarli nel tempo sono gli ingredienti essenziali per la messa appunto di una strategia di intervento adeguata e soprattutto mirata. A questo fine è necessario sviluppare un database uniforme su base nazionale che raccolga e metta a disposizione della comunità scientifica i diversi dati sull’epidemia. Perché è mancato in Italia un simile centro di raccolta? Come si sono organizzati diversi paesi in questo senso? Queste le domande da affrontare in questa discussione.

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Da Enrico Fermi a Giorgio Parisi

Un lungo percorso nello sviluppo della fisica lega i due scienziati romani insigniti con il premio Nobel per la fisica: Enrico Fermi nel 1938 e Giorgio Parisi nel 2021. Entrambi hanno avuto l’opportunità di sviluppare le loro eccezionali doti sull’onda di due diversi periodi rivoluzionari per la fisica. Enrico Fermi nacque nel 1901, quattro anni prima di uno dei cambiamenti epocali della fisica classica: quello apportato dalla teoria della Relatività Ristretta sviluppata da Einstein. Questa teoria, contrariamente a quello che il senso comune ci porta a pensare, assume che la velocità della luce sia la stessa quando è misurata da osservatori in moto rettilineo uniforme rispetto alle stelle fisse. Questo fatto, misurato poi con enorme precisione, implica che le velocità non si sommino in maniera classica e soprattutto che il tempo scorra in maniera differente per due osservatori in moto relativo l’uno rispetto all’altro. Tra le molte conseguenze vi è l’affascinante intuizione per cui massa m e l’energia E sono due aspetti della stessa entità, così che sia possibile convertire l’una nell’altra e viceversa: la famosa relazione E=mc² è diventata la formula più famosa della fisica.

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Fisica ed economia: da Newton ai sistemi complessi

Un mio commento sul rapporto tra fisica ed econmomia pubblicato su Kritica Economica

Fisica ed economia si sono spesso intersecate e continuano a farlo anche oggi: prima di arrivare ai contributi del presente è utile capire quello che è avvenuto circa un secolo fa. L’impianto del modello teorico del cosiddetto “equilibrio economico generale” si basa sul lavoro di un ingegnere, Léon Walras, e di un fisico, Louis Jean Baptist Bachelier, i quali, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, hanno costruito l’impianto concettuale dell’economia neoclassica moderna. Entrambi sono stati influenzati dalle grandi idee scientifiche del loro tempo.

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BIG DATA E SOSTENIBILITA’

BIG DATA E SOSTENIBILITA’. Il 23 Settembre sarà una giornata da trascorrere presso la Macroarea di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, all’insegna dei Big Data e cambiamento climatico. Interventi di esperti nel settore dei Big Data e del cambiamento climatico, tra questi Luciano Pietronero, Francesco Sylos Labini e Luca Perri. Aula Magna “P. Gismondi”, Macroarea di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Università di Roma Tor Vergata Quando: giovedì 23 settembre 2021 dalle 11:00 alle 16:00

https://www.fisica.uniroma2.it/sezioni/societa/divulgazione-scientifica-e-trasferimento-tecnologico/divulgazione-scientifica/notte-europea-dei-ricercatori-2021/

Intervista su “Domani”

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Il merito solo al nord

Ma chi decide chi sono i meritevoli e qual è il rischio di questo meccanismo? La pagella delle università su cui si basa la divisione dei premi viene scritta ogni anno dall’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), ente pubblico che fa capo al ministero dell’Istruzione. I criteri elaborati finiscono di fatto per premiare nella prevalenza dei casi le regioni del Nord: nell’ultimo rapporto Anvur le università del settentrione, infatti, riportano tutte un livello elevato mentre al Sud e nelle isole solo quattro sono definite «pienamente soddisfacenti».

«Il risultato di questa operazione matematica non tiene sostanzialmente conto dell’unico vero criterio di valutazione: il rapporto tra le performance, le risorse dell’università e il contesto territoriale ed economico in cui sono inserite: funziona un po’ come nelle classifiche del calcio, vincono i più forti col budget più alto, e questo fa sì che il loro budget diventi sempre maggiore, mentre i “meno forti” entrano in una spirale verso il basso da cui non hanno modo di uscire e che li porta ad avere sempre meno risorse», dice Francesco Sylos Labini, fisico e docente universitario fondatore della rete Roars (Return on Academic Research), voce critica del mondo della ricerca italiano.

«Questo meccanismo – continua – ripropone all’infinito lo status quo senza contribuire in alcun modo a colmare i divari e le disuguaglianze. Gli effetti si riflettono anche sugli studenti: si proteggono i bravissimi che arrivano all’università già bravissimi ma non si riesce ad elevare il livello medio generale».