Tag Archives: Guerra Russia Ucraina

Imperialisms: Russia, China, and the United States Are Three Different Cases

by Francesco Sylos Labini

A widespread narrative tends to lump together Donald Trump, Vladimir Putin, and Xi Jinping as leaders driven by a common imperialist impulse. As a result, the conflicts involving them are considered analogous, and the three leaders are ultimately portrayed as equally “imperialist.” This is a misleading simplification that, rather than clarifying, obscures the real causes of these conflicts.

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Imperialismi: Russia, Cina e Usa sono tre casi diversi tra loro

Una narrazione diffusa tende ad accomunare Trump, Putin e Xi Jinping come leader animati da un comune impulso imperialista. Di conseguenza, i conflitti che li coinvolgono vengono considerati analoghi così che i tre leader alla fine sarebbero ugualmente “imperialisti”. Si tratta di una semplificazione fuorviante che invece di fare chiarezza rende più confusa la comprensione delle cause reali dei conflitti.

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Imperialism and International Law: The Differences Between the War in Ukraine, the Taiwan Question, and the Intervention in Venezuela

A widespread interpretation of recent international events tends to group together the three current superpower leaders—Trump, Putin, and Xi Jinping—portraying them as figures driven by a shared imperialist impulse. Consequently, the conflicts they are involved in—or potentially could be, as in China’s case—are considered analogous to one another. But this is a misleading and deeply flawed simplification. Understanding the causes of a conflict is essential in order to identify possible solutions; for this reason, a thorough analysis of its origins is as important as it is indispensable.

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Imperialismo e diritto internazionale. Le differenze tra la guerra in Ucraina, la questione di Taiwan e l’intervento in Venezuela

Una lettura diffusa degli avvenimenti internazionali recenti tende ad accomunare i tre leader delle superpotenze attuali – Trump, Putin e Xi Jinping – presentandoli come figure mosse da un comune impulso imperialista. Di conseguenza, i conflitti in cui sono coinvolti – o lo sarebbero potenzialmente, come nel caso della Cina – vengono considerati tra loro analoghi. Ma si tratta di una semplificazione fuorviante e profondamente errata. Comprendere le ragioni di un conflitto è un passaggio essenziale per poterne individuare possibili soluzioni; per questo, analizzarne a fondo le cause è un esercizio tanto importante quanto imprescindibile.

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The War in Kyiv Marks a Crisis for the EU, Not for Russia”

Understanding the reasons behind a war is a necessary step in identifying possible solutions. From the Russian point of view, the motivations have been clearly stated: to prevent NATO’s expansion into Ukraine. This is the main structural cause of the conflict. The 2022 military intervention was also justified by the need to protect the Russian-speaking populations of the Donbass from the civil war that erupted after the 2014 coup, when one of the new government’s first acts was to abolish Russian as an official language.

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La guerra a Kiev è la crisi dell’Ue, non della Russia

Commenti

Comprendere le ragioni della guerra è un passaggio necessario per individuare possibili soluzioni. Dal punto di vista russo, le motivazioni sono state esplicitate con chiarezza: impedire l’espansione della Nato all’Ucraina. Questa è la causa strutturale principale del conflitto. L’intervento militare del 2022 è stato inoltre giustificato con la necessità di proteggere le popolazioni russofone del Donbass dalla guerra civile esplosa dopo il colpo di Stato del 2014, quando uno dei primi atti del nuovo governo fu l’abolizione della lingua russa come lingua ufficiale. I conflitti, tuttavia, si fanno sempre in due.

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Ripensare del tutto la NATO e la UE

Dal documento della National Security Strategy emerge che gli Stati Uniti sono immersi in una profonda crisi economica e sociale, maturata negli ultimi trent’anni con la trasformazione del sistema produttivo: da un’economia fondata su ricerca e innovazione si è passati a un modello finanziario dominato da oligarchie e rendite. Per competere con la Cina, Washington deve ora reindustrializzarsi e ricostruire catene di approvvigionamento globali, ridimensionando anche il proprio apparato militare (oltre 750 basi in circa 200 Paesi). A ciò si aggiunge la consapevolezza, sul piano strategico, di aver perso la guerra in Ucraina, combattuta per procura. Le élite europee rimuovono questo scenario catastrofico, il fatto di aver fomentato una guerra fallita, di avere un’economia in frantumi, media controllati e assenza di sviluppo. Oggi il primo passo è aprire una discussione reale sulle conseguenze della sconfitta, condizione preliminare per ripensare il senso stesso della Nato e dell’Unione europea, almeno nelle loro forme attuali.

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The Red Thread from Ukraine to Iran

General Wesley Clark, former commander of the NATO bombing campaign against the Federal Republic of Yugoslavia during the Kosovo War and Supreme Allied Commander Europe from 1997 to 2000, revealed a disturbing detail in a well-known 2007 interview: shortly after the September 11, 2001 attacks, he learned within the Pentagon of a strategic plan to launch military operations against seven countries over five years. The targeted countries were Iraq, Syria, Lebanon, Libya, Somalia, Sudan, and Iran. According to Clark, military interventions aimed at reshaping the geopolitical landscape of the Middle East and other strategic regions were outlined in the immediate aftermath of the 9/11 attacks. Iran appears as the final target on this list: all the other countries have already experienced profound upheavals, regime changes, and devastating civil wars. The export of democracy, much like the current narrative of the Iranian nuclear threat, has proven to be a tragic rhetorical cover to legitimize, in the eyes of Western public opinion, a strategy driven by geopolitical and economic interests with a clear objective: containing China and, more broadly, the economic and political rise of the BRICS countries.

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Rethink Europe

RETHINK EUROPE Roma, Palazzo Valentini 9 Aprile 2025 ore 17:0019:30

Catania Palazzo Pedagaggi Sala XXI marzo Il think tank Pensare Insieme organizza l’evento “RETHINK EUROPE”, un incontro di alto livello che, in risposta al riarmo europeo illustrato nella risoluzione del Parlamento Europeo del 12 marzo 2025 “Libro bianco sul futuro della difesa europea”, propone riflessioni sul disarmo e sulle prospettive di Pace nel contesto internazionale.

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