Tag Archives: Il Fatto Quotidiano

Imperialisms: Russia, China, and the United States Are Three Different Cases

by Francesco Sylos Labini

A widespread narrative tends to lump together Donald Trump, Vladimir Putin, and Xi Jinping as leaders driven by a common imperialist impulse. As a result, the conflicts involving them are considered analogous, and the three leaders are ultimately portrayed as equally “imperialist.” This is a misleading simplification that, rather than clarifying, obscures the real causes of these conflicts.

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Imperialismi: Russia, Cina e Usa sono tre casi diversi tra loro

Una narrazione diffusa tende ad accomunare Trump, Putin e Xi Jinping come leader animati da un comune impulso imperialista. Di conseguenza, i conflitti che li coinvolgono vengono considerati analoghi così che i tre leader alla fine sarebbero ugualmente “imperialisti”. Si tratta di una semplificazione fuorviante che invece di fare chiarezza rende più confusa la comprensione delle cause reali dei conflitti.

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Caso Baud, l’Ue cancella anche lo stato di diritto

Francesco Sylos Labini, FQ 27.12.25

Nelle democrazie costituzionali, come l’Italia, vige un principio fondamentale: nessuno può essere punito o privato dei propri diritti senza una decisione di un giudice, pronunciata in seguito a un giusto processo. Questo è garantito dagli articoli 24 e 25 della Costituzione italiana, nonché dall’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Fin da piccoli ci è stato insegnato che la democrazia liberale si fonda sulla separazione dei poteri — esecutivo, legislativo e giudiziario —, sulla tutela delle minoranze contro l’arbitrio della maggioranza, sul pluralismo politico e sul pieno rispetto delle libertà individuali e collettive, a partire da quella di espressione. Personalmente, mi ritengo fortunato a essere nato in una democrazia liberale, e proprio per questo ritengo fondamentale difendere questo sistema politico, senza nulla togliere ad altri modelli istituzionali, sviluppatisi in contesti storici e culturali differenti.

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The Baud Case: The EU Also Erases the Rule of Law

By Francesco Sylos Labini

In constitutional democracies such as Italy, there is a fundamental principle: no one can be punished or deprived of their rights without a decision by a judge, rendered after a fair trial. This is guaranteed by Articles 24 and 25 of the Italian Constitution, as well as by Article 6 of the European Convention on Human Rights.

From an early age, we are taught that liberal democracy is based on the separation of powers — executive, legislative, and judicial — on the protection of minorities from the tyranny of the majority, on political pluralism, and on full respect for individual and collective freedoms, beginning with freedom of expression.

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The War in Kyiv Marks a Crisis for the EU, Not for Russia”

Understanding the reasons behind a war is a necessary step in identifying possible solutions. From the Russian point of view, the motivations have been clearly stated: to prevent NATO’s expansion into Ukraine. This is the main structural cause of the conflict. The 2022 military intervention was also justified by the need to protect the Russian-speaking populations of the Donbass from the civil war that erupted after the 2014 coup, when one of the new government’s first acts was to abolish Russian as an official language.

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La guerra a Kiev è la crisi dell’Ue, non della Russia

Commenti

Comprendere le ragioni della guerra è un passaggio necessario per individuare possibili soluzioni. Dal punto di vista russo, le motivazioni sono state esplicitate con chiarezza: impedire l’espansione della Nato all’Ucraina. Questa è la causa strutturale principale del conflitto. L’intervento militare del 2022 è stato inoltre giustificato con la necessità di proteggere le popolazioni russofone del Donbass dalla guerra civile esplosa dopo il colpo di Stato del 2014, quando uno dei primi atti del nuovo governo fu l’abolizione della lingua russa come lingua ufficiale. I conflitti, tuttavia, si fanno sempre in due.

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Ripensare del tutto la NATO e la UE

Dal documento della National Security Strategy emerge che gli Stati Uniti sono immersi in una profonda crisi economica e sociale, maturata negli ultimi trent’anni con la trasformazione del sistema produttivo: da un’economia fondata su ricerca e innovazione si è passati a un modello finanziario dominato da oligarchie e rendite. Per competere con la Cina, Washington deve ora reindustrializzarsi e ricostruire catene di approvvigionamento globali, ridimensionando anche il proprio apparato militare (oltre 750 basi in circa 200 Paesi). A ciò si aggiunge la consapevolezza, sul piano strategico, di aver perso la guerra in Ucraina, combattuta per procura. Le élite europee rimuovono questo scenario catastrofico, il fatto di aver fomentato una guerra fallita, di avere un’economia in frantumi, media controllati e assenza di sviluppo. Oggi il primo passo è aprire una discussione reale sulle conseguenze della sconfitta, condizione preliminare per ripensare il senso stesso della Nato e dell’Unione europea, almeno nelle loro forme attuali.

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Europe must accept that a new world has emerged

by Francesco Sylos Labini

In his 1992 essay The End of History and the Last Man, political scientist Francis Fukuyama argued that with the defeat of its two main rivals — fascism and communism — liberal democracy would establish itself as the definitive model for the political organization of states, the market economy as the dominant economic structure, and Western values as the universal ethical reference point. According to this vision, these pillars would no longer face significant challengers, effectively enshrining Margaret Thatcher’s famous motto: There is no alternative. The European project was also built upon these premises.

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L’Europa deve accettare che c’è un nuovo mondo


di Francesco Sylos Labini

Nel suo saggio del 1992, La fine della storia e l’ultimo uomo, il politologo Francis Fukuyama sosteneva che, con la sconfitta dei suoi due principali rivali – il fascismo e il comunismo – la democrazia liberale si sarebbe affermata come modello definitivo per l’organizzazione politica degli Stati, l’economia di mercato come struttura economica predominante e i valori occidentali come riferimento etico universale. Secondo questa visione, tali pilastri non avrebbero più incontrato concorrenti significativi, sancendo di fatto il celebre motto di Margaret Thatcher: There is no alternative. Su queste premesse si è sviluppato anche il progetto europeo.

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The Old World Is Over. Global Reforms Are Needed

The international order established eighty years ago, at the end of the Second World War, guaranteed decades of prosperity and stability. But that world no longer exists. Over the past fifty years, there has been a massive shift of economic, scientific, and technological power from the West to the East — a structural transformation that makes a revision of the global order inevitable.

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